cortez ha scritto:
Ho letto gli interventi di tutti i bresciani coinvolti, però permettetemi, qui si sta spostando l'asse della discussione su altri aspetti che niente c'entrano con il
VERO problema.
Qui non si tratta di essere lupi solitari o meno. Qui non è fondamentale che forse era meglio avere il plastico Cidneo in formato Fremo o in formato fisso. Qui si sta parlando di una
ISTITUZIONE!!!
Il plastico Cidneo è sempre stato riconosciuto come un monumento al modellismo ferroviario, è sempre stato accudito amorevolmente dai soci del CFB (ribadisco, a scanso di fraintendimenti, che io non ho mai bazzicato il club,), è stato sempre finanziato dalle varie Amministrazioni comunali, perchè se ne comprendeva l'elevato messaggio sociale che era legato a tutto questo: la locomotiva Nr. 1 della SNFT, il plastico, cresciuto e migliorato negli anni.
Oggi si sta tentando di distruggere tutto questo,attraverso anche messaggi subdoli, tipo lo pseudo ex socio che dichiara che forse era meglio uscire dagli schemi per pensare ad una evoluzione FREMO...
Come dire che al Colosseo sarebbe meglio metterci le finestre, perchè così entra meno aria... Cazzate!
Continuiamo con la sagra della salamina, perchè il popolo lo vuole, e perchè una salamina è più digeribile di una mostra di Monet.
Continuiamo a demolire pezzi della nostra piccola storia quotidiana a favore del grande popolo celtico!!
Sul fatto che il plastico del castello sia per i bresciani un' "istituzione", nulla questio. Chi ha mai affermato il contrario ?
Sul fatto che possa aver costituito un freno allo sviluppo del club, inteso come gruppo di appassionati vogliosi di vivere la loro passione "costruttivamente" - in entrambi i sensi etimologici del termine, ovvero "costruendo e progredendo" - se i diretti interessati non hanno avuto nulla da ridire sulle mie "subdole" esternazioni vuol dire che forse anche loro, in un certo qual modo, condividono il mio pensiero.
Visto che il modellismo ferroviario, statico o dinamico che sia, è quella particolare branca del modellismo che si occupa della riproduzione in scala ridotta della realtà ferroviaria e visto che un club di modellisti ferroviari ha lo scopo di aggregare coloro i quali sono animati dall'intento di realizzare tale riproduzione, se in un sodalizio questi scopo non vengono perseguiti viene meno lo scopo della sua istituzione.
Un club è costituito da appassionati e deve perseguire, da statuto, l'interesse dei propri membri. Fino a pochi anni fa il CFB aveva il compito esclusivo di far funzionare il plastico del castello, nient'altro.
Ci si trovava il venerdì a pulire rotaie e assali con la gommina roco, saldare quache filo e cambiare qualche relais... stop. Tutto ciò in funzione dell'apertura domenicale del plastico per la gioia dei visitatori del castello.
I "Fremisti", ai quali va tutto il mio plauso, sono una realtà relativamente nuova che non fa altro che dimostrare come la vecchia concezione del CFB sia arrivata al capolinea: costruiamo prima qualcosa per noi e poi, magari, esponiamolo pure. Soddisfiamo la nostra voglia di ferrovia e poi condividiamola con altri appassionati. Facciamo opera di divulgazione e di educazione alla cultura ferroviaria, portando le nostre opere alle varie manifestazioni, MA NON LIMITIAMOCI AD ACCUDIRE UN'OPERA CHE NON SENTIAMO NEANCHE NOSTRA.
Avete presente gli accudienti al cadevere di Lenin nel Mausoleo della Piazza Rossa, pagati affinchè al vecchio Vladimir non si stacchi il naso, un lobo dell'orecchio o quant'altro?
Ecco, a mio giudizio, questa similitudine ben rappresenta quello che è stato (e che potrebbe ancora essere con la palla al piede del vecchio plastico) il CFB: un sodalizio che ha lo scopo di donare "imperitura memoria" ad un'opera che invece "peritura" è (dato che prima o poi se lo mangeranno i tarli e l'umidità della "sala del Piccolo Miglio, la quale, se non ricordo male, è posizionata a ridosso di una falda acquifera). Anzi, è già perita.
Perchè sfido chiunque, tra i molti che frenquentano questo forum, a trovare qualcuno che mi venga a dire che il vecchio plastico del castello oggi, nell'epoca del digitale e dove la gente storce (giustamente) il naso se un malcapitato fa circolare un'automotrice di epoca IIIa con un rimorchio di epoca IIIb, possa rappresentare il plastico sociale di un gruppo dinamico e moderno.
Tra l'altro, credo che le mamme e i bambini si divertirebbero molto di più con un lokmaus in mano che a stare dietro ad una transenna a vedere luci, elicotteri volanti, centrali nucleari, giostre, funivie e treni che viaggiano in automatico ad una media, in scala, di 200 all'ora.
Il mio è solo ed esclusivamente un discorso modellistico, in discussioni politico/populistiche non mi intrometto.