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 Oggetto del messaggio: Re: TELECOMANDO PER I NOSTRI LOCOMOTORI?
MessaggioInviato: lunedì 4 gennaio 2010, 11:47 
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Iscritto il: giovedì 3 dicembre 2009, 15:57
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ENZOLI ha scritto:
Salve a tutti.
Passo ogni momento libero ad immaginare un sistema di comando pratico per i miei locomotori. Il sistema digitale pare che possa risolvere queste esigenze, ma è piuttosto costoso, mai troppo facile etc.
Ecco allora l'idea che può ESSERE utile.
I miei bambini hanno diversi giochi. nel tempo ho assistito al passaggio dal filo al wireless. A cominciare da quelli Chicco, passando per Lego e macchinine "cinesi", tutti questi motori che avevano bisogno di energia adesso non vengono più comandate dai fili, ma da un radiocomando che le aziona.
Ora per il nostro hobby esiste già tale possibilità?
Con la tecnologia disponibile, le capacità di miniaturizzazione raggiunte e la voglia di destinare i soldi così risparmiati ad acquisti più graditi, sicuramente vale la pena tentare.
E' chiaro che ci affrancherebbe dai costosi sistemi digitali, ed aumenterebbe anche il feeling nel comando. Magari anche i piccoli non subirebbero lo shock di passare dal pratico comando radio delle auto ai fili dei treni elettrici con tutti i suoi vincoli.
Salve a tutti e buona giornata.
Vi.

La Piko vende alcuni start set con un telecomando per governare i treni senza fili. Mi sembra però che il ricevitore del telecomando richieda la presenza di un decoder nella locomotiva.


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 Oggetto del messaggio: Re: TELECOMANDO PER I NOSTRI LOCOMOTORI?
MessaggioInviato: lunedì 4 gennaio 2010, 11:53 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 8:37
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Ma perchè andare a complicarsi la vita, quando ci sono le centraline Wi-Fi? Ad esempio la Bachman.
La Piko, invece, funziona a raggi infrarossi. Che non è la stessa cosa.


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 Oggetto del messaggio: Re: TELECOMANDO PER I NOSTRI LOCOMOTORI?
MessaggioInviato: lunedì 4 gennaio 2010, 12:25 
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Iscritto il: sabato 27 ottobre 2007, 9:02
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andrea (valpambiana) ha scritto:
Ma perchè andare a complicarsi la vita, quando ci sono le centraline Wi-Fi? Ad esempio la Bachman.
La Piko, invece, funziona a raggi infrarossi. Che non è la stessa cosa.


Perchè il discorso non verte su come comandare le loco DCC con palmari senza fili ma su come evitare il farraginoso e complicato mondo del DCC per il controllo, anche senza fili, delle loco. :wink:

marco_58 ha scritto:
I trenini radiocamandati in scala H0, è più facile di quanto si creda e qualcuno l'ha pure gia fatto in Francia (ora mi sfugge chi) su un automotrice Renault o Picasso, sfrutta la tecnologia bluetooth, che è +/-la stessa del wi fi, che la stessa in uso da tanto tempo in tante altre applicazioni.
L'unico vero problema è l'ngombro delle apperecchiature disponibili, ovvvero i diritti (uso brevetti) da pagare per avere le apparecchiature di dimensioni tali da stare dentro una locomotiva.


Concordo! Per i nostri trenini, io lascerei perdere bluetooth et simila come giustamente scrivi e mi orienterei su sistemi consolidati da tempo in altri campi del modellismo come gli RC x esempio, dopotutto non dobbiamo trasmettere alle loco flussi A/V ma semplici comandi incrementali (velocità) e ON/OFF (direzione, luci, funzioni) altrimenti si ricascherebbe nell'errore di concetto del DCC. :wink: Si potrebbe anche dare un'occhiata alle tecniche adottate nell'industria ma ho paura che i costi siano troppo alti.

chi vivrà, vedrà... :mrgreen:
Despx 8)


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 Oggetto del messaggio: Re: TELECOMANDO PER I NOSTRI LOCOMOTORI?
MessaggioInviato: lunedì 4 gennaio 2010, 12:28 
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Iscritto il: martedì 9 settembre 2008, 9:45
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Località: Breil sur Roya
marco_58 ha scritto:
I trenini radiocamandati in scala H0, è più facile di quanto si creda e qualcuno l'ha pure gia fatto in Francia (ora mi sfugge chi) su un automotrice Renault o Picasso, sfrutta la tecnologia bluetooth, che è +/-la stessa del wi fi, che la stessa in uso da tanto tempo in tante altre applicazioni.

L'ha fatto Mistral, per la Picasso. La scheda con l'elettronica da sostituire alla scheda originale analogica costa 199 euro (l'automotrice in versione analogica costa 175 euro, in DCC sound 275).
Viene aggiunto anche il sonoro (100 euro di differenza), quindi la differenza dovuta al comando bluethooth è valutabile in 99 euro.
Non mi sembra un granchè come idea, tanto che non ho mai letto nei forum francesi di qualcuno che abbia acquistato questa versione.

Del resto, considerando che la sezione radio è un aggiunta al decoder DCC, come potrebbe essere più economico ?
A meno di accontentarsi delle funzioni avanti/indietro e accelerazione, ma chi sarebbe disposto oggi a farlo ?

Se poi l'energia la si continua a fornire dai binari, non vedo la semplificazione a passare i comadi via radio, si tratta sempre di due soli fili da collegare.

Mi sembra più utile che il collegamento radio sia tra centrale e comando portatile, per una migliore praticità.
Ciao, alpiliguri.


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 Oggetto del messaggio: Re: TELECOMANDO PER I NOSTRI LOCOMOTORI?
MessaggioInviato: lunedì 4 gennaio 2010, 13:48 
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Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 19:18
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Località: Piemonte
alpiliguri ha scritto:
Se poi l'energia la si continua a fornire dai binari, non vedo la semplificazione a passare i comadi via radio, si tratta sempre di due soli fili da collegare.


Quoto.

Inoltre, facendo passare nei binari esclusivamente una tensione fissa per la trazione, qualora si intenda installare un minimo di automazione, si perde la possibilità di tenere sotto controllo la posizione dei rotabili sull'impianto.
Oppure serve tutta la ferramenta di un impianto analogico (reed, magneti sotto i rotabili, relè, ettometri di cavi etc.), per cui - a mio avviso - cessa lo scopo.

Ripeto: il sistema del radiocomando lo vedo benissimo per i rotabili in grande scala, tipo LGB da giardino, in cui è possibile alloggiare delle batterie.
E' così possibile evitare di alimentare il binario, di isolare elettricamente le due fasi, e di affrontare problematiche elettriche varie, ed il binario può essere sporco / bagnato / coperto di foglie secche o neve etc. etc.
In quel caso SI che il radiocomando è un grande vantaggio!

Filippo :wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: TELECOMANDO PER I NOSTRI LOCOMOTORI?
MessaggioInviato: lunedì 4 gennaio 2010, 14:33 
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Iscritto il: venerdì 14 settembre 2007, 18:28
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Località: Vicenza
Forse non c'entra nulla, ma questo può interessare?
http://www.rail-lynx.com/products.htm
Saluti.
Michele


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 Oggetto del messaggio: Re: TELECOMANDO PER I NOSTRI LOCOMOTORI?
MessaggioInviato: lunedì 4 gennaio 2010, 23:39 
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Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
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Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
Per chi non lo sa, benchè io non mi cimenti, il radiocomando digitale via wi fi (tecnologia ethernet) è già utilizzato nell'aeromodellismo da qualche anno. Per la frequenza utilizzata è un altro discorso, dipende dalle legislazioni.
Nel campo industriale sono anni che il sistema è utilizzato, ad esempio:
- nei magazzini dagli operatori che prelevano e dopositano la merce,
- sui muletti per inviare le richieste al carrelista e stampare le bolle all'istante,
- per rilevare stati e comandare macchine.
La NMRA ci stà già lavorando, sicuramente per i primi tempi saranno necessari a bordo due apparecchiature: il ricetrasmettitore ed il decoder, per poi passare ed un unica apparecchiatura integrata.
Per dire, le dimensioni dei telefonini le fanno: schermo, batteria e tastiera.
Così facendo si ha il dialogo completo tra locomotiva ed operatore. A questo punto con opportuna micro telecamera a bordo possiamo diventare davvero macchinisti.
Fatto ciò a livello di cablaggi elettrici bastano veramente due fili che portano la stessa alimentazione anlaogica fissa sia ai binari sia agli accessori. Qualche sezionamento ci sarà sempre, ma lo si farà localmente in derivazione dai due fili e per mere ragioni di sicurezza o protezione da corto circuiti.
E per le distanze, nessun problema esiste sempre il cavo fessurato (quello che si mette nelle gallerie ad esempio per far funzionarei i telefonini o l'ERTMS).

Saluti
Marco Fornaciari


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 Oggetto del messaggio: Re: TELECOMANDO PER I NOSTRI LOCOMOTORI?
MessaggioInviato: martedì 5 gennaio 2010, 8:30 
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Località: Breil sur Roya
marco_58 ha scritto:
Così facendo si ha il dialogo completo tra locomotiva ed operatore. A questo punto con opportuna micro telecamera a bordo possiamo diventare davvero macchinisti.
Fatto ciò a livello di cablaggi elettrici bastano veramente due fili che portano la stessa alimentazione anlaogica fissa sia ai binari sia agli accessori. Qualche sezionamento ci sarà sempre, ma lo si farà localmente in derivazione dai due fili e per mere ragioni di sicurezza o protezione da corto circuiti.

Io continuo a non capire dov'è il vantaggio, tutte queste cose si possono già fare con il DCC attuale (correggetemi se sbaglio).
La retroazione da loco a centrale è già prevista.
Il video, per quanto non integrato nel protocollo dcc, si può già fare.
I sezionamenti (o sensori in linea) saranno sempre necesari per il blocco automatico, altrimenti la loco non sa dove si trova sulla linea.

Il "senza fili" è evidentemente indispensabile per auto, battelli e aerei, ma per un treno che corre su due rotaie metalliche (equivalenti a due fili) veramente continuo a non vedere l'utilità.
Manca quella che in informatica si chiama la "killer application", una funzione che te lo fa diventare indispensabile...
Ma è interessante parlarne.
Ciao, alpiliguri.


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 Oggetto del messaggio: Re: TELECOMANDO PER I NOSTRI LOCOMOTORI?
MessaggioInviato: martedì 5 gennaio 2010, 8:48 
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Località: Roma
Forse mi ero espresso male, ma - in sintesi - volevo dire ciò che ha detto Marco 58 (Ciao, Marco!).
Cioè: l'applicazione deve essere industriale e condivisa. Anche se uno di noi facesse una cosa buona, per conto suo, utilizzando giocattoli di prezzo modesto da sacrificare (non sarebbe materialmente possibile farsi i pezzi da sè, in casa data la miniaturizzazione necessaria) poi tutti gli altri dovrebbero andare a cercare gli stessi giocattoli da rompere. E non è detto che, non riuscendo molti di noi a completare un TTM Kit, si sia capaci di inserire qualcosa di più complicato di un decoder (che è già predisposto) dentro un modellino.
Inoltre, poi, per l'utilizzo di oparti simili ma non uguali, i sistemi non dialogherebbero tra di loro; cosicchè la locomotiva mia non andrebbe sul plastico di Antonio. Quindi forse è meglio aspettare la NMRA che provvederà a stilare un protocollo cui le case si dovranno attenere (salvo acsi di corsa in avanti).
Ma se tra noi (e sono in molti) ci sono ancora quelli che dicono: "Eh, ma perchè complicarsi la vita col digitale? Io vado così bene in analogico, che manco penso di provare il digitale!", stiamo facendo filosofia pura! Che ci starebbe anche, per carità, ma a chi giova?


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 Oggetto del messaggio: Re: TELECOMANDO PER I NOSTRI LOCOMOTORI?
MessaggioInviato: martedì 5 gennaio 2010, 9:30 
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Iscritto il: lunedì 30 gennaio 2006, 19:38
Messaggi: 134
Località: bergamo
Riprendo quello che dice Marco Fornaciari per ribadire che con il digitale DCC le possibilità da Marco indicate sono già ampiamente praticabili;
infatti all'inizio dell'era digitale si sosteneva in una pubblicità di un noto produttore tedesco che con "due fili" si potesse gestire l'intero impianto perchè i decoder locomotive erano montati sulle medesime e ogni accessorio aveva il suo prendendo alimentazione e informazioni dalle rotaie e che, mediabte il comando diretto della singola locomotiva ognuno di noi era un "vero macchinista".

Quindi, posto che l'alimentazione di tutti i decoder/ricevitori deve avvenire tramite binario, il sistema di trasmissione delle informazioni tra centrale e decoder deve avvenire come adesso tramite rotaia e/o cavo dedicato, oppure "via etere", ma la filosopia del sistema non cambia; sempre una centrale, un comando (possono essere integrati) e un decoder per ogni locomotiva e ogni accessorio servono.

Alcuni produttori di sistemi digitali DCC producono cabine di comando per la trasmissione e ricezione delle informazioni "via etere" ma il decoder nella locomotiva e per gli accessori deve sempre esserci.

Oltretutto la natura umana tende al continuo miglioramento, così si è scoperto nel DCC (cito a titolo di esempio) che è più conveniente costruire moduli che comandano 4 ovvero 8 accessori e alimentarli con un cavo bipolare a parte, che per la locomotiva non basta la regolazione della velocità e della direzione di marcia ma occorrono 4, 8 12 funzioni (in H0 nella maggior parte dei casi ne bastano 3 ma si costruiscono decoder fino a 20 funzioni);
quindi anche ipotizzando un nuovo standard di trasmissione si arriverebbe in tempi brevi all'attuale livello di complessità del sistema.

Per non parlare del fatto che nei plastici gestiti da un singolo operatore se si vuole far circolare più di due convogli contemporaneamente è indispensabile almeno un sistema di blocco e qui si ritorna alla necessità di rilevare l'occupazione della tratta, alle tratte di rallentamento e di stop ovvero a un sistema bidirezionale tipo Rail Com ecc.; quindi il "nuovo" sistema si articolerebbe più o meno come quello attuale.

Cordiali saluti

gabriele


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 Oggetto del messaggio: Re: TELECOMANDO PER I NOSTRI LOCOMOTORI?
MessaggioInviato: martedì 5 gennaio 2010, 10:08 
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Iscritto il: sabato 28 gennaio 2006, 18:59
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Concordo pienamente con alpiliguri.
Credo che non ci sia nessuno che dovendo trasmettere pochi bit tra due punti uniti da fili usi la radio, a meno di esigenze particolari.
Certo la situazione sara' diversa quando si dovra' trasmettere una grande quantita' di bit tra treno e centrale, la killer application potrebbe essere il video HD. Ma non mi vedo masse di modellisti desiderosi di installare telecamere HD su tutte le loro motrici.
Pero' vedo il caos che succedera' a una mostra, quando si dovra' garantire che tutte le macchine in un certo raggio abbiano un "indirizzo" diverso. E' gia' successo coi comandi wireless che da un plastico si comandasse un altro.


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 Oggetto del messaggio: Re: TELECOMANDO PER I NOSTRI LOCOMOTORI?
MessaggioInviato: mercoledì 6 gennaio 2010, 12:37 
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Iscritto il: sabato 2 gennaio 2010, 23:46
Messaggi: 13
Certo che le considerazioni che avete fatto sono tutte utili e Vi ringrazio. A parte l'iniziale equovoco dell'alimentazione a bordo delle macchine stesse.
La filosofia è quella di un concorrente del comando analogico, di quello digitale con fili, che nel tempo possa specializzarsi in una scala ed, eventualmente, sconfinare in altre scale più piccole. Il nostro deve servire da impulso per le ditte che, mutuando la tecnica da settori già maturi, applichino la tecnologia wi-fi al modellismo ferroviario. Sulla semplicità, sui vantaggi di questo o quel sistema, è innegabile che ognuno di noi preferirà il sistema del caso. in ogni caso il Wi-fi potrà rappresentare un sistema nuovo, magari meno costoso (non dimentichiamo, che ormai quasi tutti i produttori delocalizzano nell'Est), e chissà che ciò non porti ad una riduzione dei prezzi del digitale classico (accidenti, di listino un decoder "griffato" con locksound quota 120 €!!).
Grazie a tutti.
Buona Epifania
Vi. :roll:


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 Oggetto del messaggio: Re: TELECOMANDO PER I NOSTRI LOCOMOTORI?
MessaggioInviato: mercoledì 6 gennaio 2010, 22:49 
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Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
Messaggi: 6407
Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
Non facciamo confusione, adesso la locomotiva ovvero il decoder può dialogare con la centrale solo sul binario di programmazione e si legge solo la configurazione del decoder ovvero delle CV. Per leggere si sfrutta poi un artifizio possibile solo con i decoder collegati ad un motore o comunque ad un carico che faccia assorbire un minimo di corrente.
Al di fuori del binario di programmazione il sistema è basato sulla trasmissione seriale unidirezionale; solo il master (centrale) parla, gli slave (decoder) ascoltano ed eseguono.

Con un sistema wi fi la biderezionalità è totale e indipendente da dove si trova il veicolo, locomotiva o vagone che sia.
Sfruttando alcuni trasmettitori fissi sul tracciato, che la locomotiva passando legge, si può sapere dove è quel veicolo quindi il treno.
Per gli indirizzi nessun problema, già con l'attuale indirizzamento ethermet a 32 bit si hanno a disposizione migliardi di miliardi di indirizzi IP, con il prossimo ed imminente a 64 bit hai voglia di metterne:
- 32768 x 32768 x 32768 x 32768,
- meno qualche miliardo di indirizzi riservati e specifici.
A tutto ciò poi si può aggiungere:
- il dominio
- il DNS (Domain Name System )
- l'indirizzo MAC (Media Access Control).
Quindi il problema di comandare un altro veicolo al posto del nostro non esiste, basta non chiamare tutte le reti "workgroup".

Attualmente il DCC arriva a 10000 indirizzi, di fatto 9999, e non tutti i sistemi in commercio.

In poche parole si riporta sul plastico parte di SCMT e ERMTS.
Anche il comando di scambi e segnali di fatto è semplificato, qui si sfrutta direttamente tutto l'hardware presente per le reti, il cui costo oggi è veramente irrisorio.
Esiste già tutto basta la voglia di applicarlo.

Saluti
Marco Fornaciari


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 Oggetto del messaggio: Re: TELECOMANDO PER I NOSTRI LOCOMOTORI?
MessaggioInviato: giovedì 7 gennaio 2010, 2:25 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 3:48
Messaggi: 1078
Località: 'Lisondria...
Quello che odio degli "elettronici" e sopratutto dei "digitalisti" (a parte Despx che ha centrato secondo me il concetto) è la capacità di complicare un concetto semplice...(naturalmente lo dico con simpatia :wink: )
Allora...non ho letto tutto il tread...ma mi sembra di aver capito che Enzoli si stia domandando perche non si utilizzi il sistema delle macchine radiocomandate sui trenini.
Nella mia ignoranza mi sembra che tale sistema non sia digitale. Giusto?
Nelle macchine c'è un radiocomando dotato di batterie che emette un'onda radio.
Nella macchina c'è una ricevente, un motore alimentato da batterie, lo sterzo e qualche ammennicolo elettronico che traduce l'onda radio in movimenti meccanici.

Ora, il problema nei trenini è l'alimentazione del motore. Cosa faccio? metto le batterie nella loco? mmmm....troppo incasinato...
e allora potrei prendere l'alimentazione dalle rotaie...che fungeranno come le pile nelle macchinine...
Certo, ogni modello di locomotiva verrà venduta con il suo telecomando...e si dovrebbero produrre trasmittenti con varie frequenze...per circolazioni simultanee...
ma già negli anni '80 la GiG NIKKO produceva schede per variare le frequenze per poter far gareggiare più mezzi dello stesso modello...

Problema è il costo. Le macchinine cinesi costano poco per via del numero di pezzi prodotti. Anche i decoder costerebbero nulla se venissero prodotti in centiaia di migliaia di pezzi...
Quindi, secondo me, anche per una loco radiocomandata il costo rimarrebbe invariato dall'attuale costo dei decoder...
Poi se ho 20 loco, avrò 20 telecomandi...

beh...il concetto c'è, ed è genuino...ma penso che i produttori di treni, sicuramente lo avranno già pensato e scartato... Daltronde tutto il modellismo dinamico funziona con telecomandi...macchine, aerei, elicotteri, navi...
Vuoi che chi produce treni sia scemo e non ci abbia già pensato????

ho detto delle cazzate???


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 Oggetto del messaggio: Re: TELECOMANDO PER I NOSTRI LOCOMOTORI?
MessaggioInviato: giovedì 7 gennaio 2010, 9:03 
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Iscritto il: martedì 9 settembre 2008, 9:45
Messaggi: 2234
Località: Breil sur Roya
marco_58 ha scritto:
Non facciamo confusione, adesso la locomotiva ovvero il decoder può dialogare con la centrale solo sul binario di programmazione e si legge solo la configurazione del decoder ovvero delle CV....
Al di fuori del binario di programmazione il sistema è basato sulla trasmissione seriale unidirezionale; solo il master (centrale) parla, gli slave (decoder) ascoltano ed eseguono.....

Con un sistema wi fi la biderezionalità è totale e indipendente da dove si trova il veicolo, locomotiva o vagone che sia.

....Per gli indirizzi nessun problema, già con l'attuale indirizzamento ethermet a 32 bit si hanno a disposizione migliardi di miliardi di indirizzi IP, con il prossimo ed imminente a 64 bit hai voglia di metterne:
Attualmente il DCC arriva a 10000 indirizzi, di fatto 9999, e non tutti i sistemi in commercio.

Anche il comando di scambi e segnali di fatto è semplificato, qui si sfrutta direttamente tutto l'hardware presente per le reti, il cui costo oggi è veramente irrisorio.
Esiste già tutto basta la voglia di applicarlo.

Ciao, per evitare di fare confusione sarebbe meglio definire meglio le cose.

Una cosa è il mezzo trasmissivi delle informazioni, fili (rotaie) o senza fili (wifi), un'altra cosa è il protocollo di trasmissione, unidirezionale o bidirezionale. Sono due aspetti completamente indipendenti.

Usare le rotaie non impedisce in alcun modo di avere una trasmissione bidirezionale, e non è corretto dire che non esiste in DCC, basta leggere sul sito della Lenz la pagina Feedback with Railcom dove si illustra le capacità di scambio informazioni dalla locomotiva alla centrale. Semplicemente al momento probabilmente non è una caratteristica così richiesta dal mercato e quindi non ancora molto diffusa.

Il wifi non è di per sè bidirezionale, è solo un mezzo trasmissivo "neutro", è il sistema che sta alle due estremità che deve avere la caratteristica di trasmettere e ricevere, esistono delle reti wifi "broadcast" che trasmettono in un solo senso, ma naturalmente in informatica si utilizza sempre un sistema bidirezionale per l'evidente necessità di portare informazioni nei due sensi.

L'architettura IP porta a superare il limite dei 9.999 indirizzi: bene, ma a che pro ? Vorrei avere il problema di indirizzare 10.001 locomotive e non riuscirci..... forse al Miniature Wunderland di Amburgo....

Quanto all'hardware, sono d'accordo che adattando sistemi informatici e la filosofia IP molto è già disponibile e ci sarebbero delle economie di scala, ma non è tutto semplice, l'hardware informatico è prevalentemente destinato a trattare informazioni, non a eseguire comandi di potenza, l'azionamento di uno scambio richiede impulsi dell'ordine di 1A, le schede che possono farlo esistono in campo industriale, ma non sono molto diffuse in campo consumer, i costi sono ben lontani da quelli dei prodotti di largo consumo.

Ciao, alpiliguri.


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