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 Oggetto del messaggio: Re: Rigorosamente riservato ai matusa!
MessaggioInviato: martedì 9 febbraio 2010, 19:31 
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Nome: MichaelphyncAU
Iscritto il: sabato 11 ottobre 2008, 8:35
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Località: Israel
beh non sono cosi matusa (53) ma anch'io ricordi ne ho: befana dei ferrovieri a palazzo Litta anni '60 (sede direzione comp.le F.S. di Milano), mio padre ferroviere a Milano S.mo, tutti noi bimbi ricevemmo una confezione se non ricordo male LIMA, e da li comincio' l'infezione fergiocattolosa, poi negli anni trasformatasi in malattia cronica detta anche "trenite"....
risultato finale: al posto di lavorare penso al plastico (n.b. mentre scrivo sono in ufficio!!!)

ciao a tutti


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 Oggetto del messaggio: Re: Rigorosamente riservato ai matusa!
MessaggioInviato: martedì 9 febbraio 2010, 23:44 
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Iscritto il: domenica 21 settembre 2008, 21:45
Messaggi: 568
Località: Genova
Ho 57 anni e sono siciliano, da 50 abito a Genova. Avevo 3 o 4 anni che con mia madre e la nonna materna, si andava tutti i giorni in stazione per portare il pranzo allo zio Totò, macchinista di 1a classe. Appena arrivava con la sua locomotiva a vapore, mi prendeva in braccio e mi tirava su in cabina. Sento ancora addosso quel classico odore di carbone e vapore. A 5 anni uscito dall'ospedale dopo una breve malattia ecco il regalo...... un trenino di plastica da tirare con lo spago. A 7 anni circa, si va al mare in colonia. 500 lire da spendere alla Standa per un paio di occhiali subacquei, solo che dall'altra parte c'erano delle confezioni di trenini a molla....... :evil:
Immaginate cosa ho scelto !? Le botte di mia madre me le ricordo ancora.
Poi il primo elettrico, il primo plastico, il regalo per il compleanno e per Natale..... il trenino !!!
Oggi potrei mettere su un negozio di trenini, per non parlare delle scatole di mezzi militari, moto e soldatini, ma questa è un'altra storia. Ah, quel trenino con lo spago era di colore giallo !!!
Saluti a tutti, Gianni Lauricella.


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 Oggetto del messaggio: Re: Rigorosamente riservato ai matusa!
MessaggioInviato: mercoledì 10 febbraio 2010, 1:08 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 20:24
Messaggi: 1504
Località: Pescara
Il primo treno era un simpatico convoglietto da miniera con locomotorino verde e carrelli basculanti rosso fiamma.
Motore a molla e binario simil Zero in lamierino tranciato ( e tagliente ). Doveva essere il '56; non sono mai riuscito
a rivederne uno.

Poi nel '57 impianto I RR / M ( la 2 assi simil 835, un carro piatto e un carro con su un blocchetto di vero legno fresato )
Preso il virus della trenite ogni scadenza venne segnata da un carro o ( molto piu' raramente ) da una locomotiva.

Per il taglio delle adenoidi ottenni un fiammante 424. Ma il regalo piu' bello me lo fece mio padre tornando a casa con
un magnifico tavolone in abete su cui costruire il plastico. Carta da presepe e edifici realizzati con il PlasticBrix ( chi se
lo ricorda ? ) Diciamo che a 8 anni ero di bocca buona, e per fortuna !.

Passavo ogni volta che potevo davanti alle vetrine dell'unico negozio di Salerno che aveva tutto l'assortimento RR.

Poi trasferimento a Napoli, al Vomero, un po' piu' di liberta' di girare perche' facevo la prima media e la scoperta di
negozianti con cui si poteva chiacchierare e imparare.

Ero affascinato dalla possibilita' di poter comprare tutti i pezzi di ricambio e mi sono anche costruito due locomotive
mischiando rottami e 'SFN' . . . ( a quei tempi RR era molto modulare e molti pezzi andavano bene dappertutto )

Trasferimento a Roma e incomincia l'era dei primi plastici veri, uno anche con le macchinine della Mantua che camminavano;
i colleghi di mio padre venivano in camera mia a sfidarsi in epiche corse :D

Il resto ve l'ho certamente gia' raccontato su altri thread.

Antonello


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 Oggetto del messaggio: Re: Rigorosamente riservato ai matusa!
MessaggioInviato: mercoledì 10 febbraio 2010, 20:05 
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Iscritto il: domenica 27 dicembre 2009, 14:12
Messaggi: 8
1962 avevo 8 anni ed ero ricoverato in ospedale per un'operazione: confezione Rivarossi con una 625,alcuni vagoni merci, rotaie per formare un cerchio ed un trasformatore, la passione non mi è più passata ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: Rigorosamente riservato ai matusa!
MessaggioInviato: sabato 13 febbraio 2010, 19:35 
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Iscritto il: mercoledì 26 aprile 2006, 19:45
Messaggi: 437
Località: Palermo
Età 6 anni. Natale 1950.
Ovviamente Rivarossi serie Rossa:
I 626 P/R = Le 626/R + V Ciy/R + V Di/R
L B6O/R + C Po L/R + C Po F/R + C G/R + C Ltm/R + C Bs/R
Da quell'anno..................oggi sono a quota 396 modelli
:mrgreen:


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 Oggetto del messaggio: Re: Rigorosamente riservato ai matusa!
MessaggioInviato: sabato 13 febbraio 2010, 22:06 
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Iscritto il: mercoledì 11 novembre 2009, 18:10
Messaggi: 11
Salve Natale 1959...confezione Lima ...Br80....o per lo meno gli assomigliava.con tre carri merci....un pianale con mitragliatrici..uno a sponde basse ...e l'altro con dei contenitori ....il tutto funzionante con regolatore a batteria da 9volts quadra grossa dell'epoca....un complimento a kit...per i suoi invecchiamenti......


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 Oggetto del messaggio: Re: Rigorosamente riservato ai matusa!
MessaggioInviato: sabato 13 febbraio 2010, 22:48 
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Iscritto il: venerdì 3 febbraio 2006, 13:31
Messaggi: 1766
Località: Roma
Antonello ha scritto:
Il primo treno era un simpatico convoglietto da miniera con locomotorino verde e carrelli basculanti rosso fiamma.
Motore a molla e binario simil Zero in lamierino tranciato ( e tagliente ). Doveva essere il '56; non sono mai riuscito
a rivederne uno.

Se era quello che aveva il comando della marcia mimetizzato sul tetto della cabina sotto forma di un aereatore ruotante per la marcia avanti, stop, marcia indietro, ogni tanto capita di vederlo nelle varie mostre scambio. L'ho avuto anch'io.
Giancarlo


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 Oggetto del messaggio: Re: Rigorosamente riservato ai matusa!
MessaggioInviato: sabato 13 febbraio 2010, 23:05 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 19:16
Messaggi: 5159
Località: Roma
Prima dei 7-8 anni non ricordo bene , sicuramente ci avevano già provato a regalarmi qualche trenino Lima, ma li devo avere disintegrati . Poi a 10 anni mio zio mi regalò una confezione Fleischmann con tondo di binari ed una locomotiva diesel da cantiere rossa a due assi con due carri di plastica a tramoggia basculante.
La locomotiva è ancora lì con i suoi carri, passati quasi 40 anni funziona ancora, non bene ma cammina e dopo di lei mio fratello mi regalò un 646 RR e poi a Natale mi feci regalare le carrozze Tipo X ardesia RR e poi e poi ...........


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 Oggetto del messaggio: Re: Rigorosamente riservato ai matusa!
MessaggioInviato: sabato 13 febbraio 2010, 23:41 
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Iscritto il: domenica 19 marzo 2006, 21:42
Messaggi: 706
Nel 1961 confezione Maerklin con una 23, una X di prima classe, X ristorante e bagagliaio DB. La più bella? La E 03. La più robusta e prestante? La Ae 6/6. Nel parco c'erano anche una 01 (con il dispositivo per il fumo!) una E 41, una V 220, il TEE svizzero-olandese...non li dimenticherò mai, anche se ora sono "religiosamente" fermi da un pezzo. :?


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 Oggetto del messaggio: Re: Rigorosamente riservato ai matusa!
MessaggioInviato: domenica 9 ottobre 2016, 16:49 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 8:55
Messaggi: 274
Località: Roma
Salve!

Non avendo niente di meglio da fare (in verità da parecchi anni...) ero alle ricerca di qualche argomento (per me) interessante; trovato questo e vantandomi di una certa esperienza in materia volevo chiedere all'autore: un treno Arnold in scartamento 0 tinplate non è mai esistito, almeno nella forma classica che conosciamo di trenino da "grande magazzino".

Dove è il refuso?

Mark0gauge


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 Oggetto del messaggio: Re: Rigorosamente riservato ai matusa!
MessaggioInviato: domenica 9 ottobre 2016, 17:12 
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Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
Che io sappia Arnold nacque negli anni '60 e produsse sempre e solo scala N. Anzi, per essere piu' precisi, Arnold fu l' azienda che invento' la scala N.
Nel 1946 esisteva gia' Arnold e produceva gia' giocattoli in latta a molla tra cui treni ?
Sarei curioso di saperne di piu'.
Saluti
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: Rigorosamente riservato ai matusa!
MessaggioInviato: domenica 9 ottobre 2016, 17:16 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
Messaggi: 9213
Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
Che Dio abbia in gloria Wikipedia !
La Arnold e' nata nel 1906 e in origine produceva giocattoli in latta.
Ergo e' possibilissimo che nel 1946 producesse anche treni in latta a molla...
Saluti
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: Rigorosamente riservato ai matusa!
MessaggioInviato: domenica 9 ottobre 2016, 17:50 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 8:55
Messaggi: 274
Località: Roma
bigboy60 ha scritto:
La Arnold e' nata nel 1906 e in origine produceva giocattoli in latta.
Ergo e' possibilissimo che nel 1946 producesse anche treni in latta a molla...
Saluti
Stefano.


Certamente, ma non trenini intesi come sistema: loco + vagoni + binari singolarmente separabili ed eventualmente assemblabili.
Forse si intende una cosa del tipo "va e vieni" su una basetta fissa litografata in varie fattezze: stazione, miniera, ponte etc..

Allegato:
arnold-570-tin-toy-railway-train-clockwork.jpg
arnold-570-tin-toy-railway-train-clockwork.jpg [ 17.22 KiB | Osservato 2759 volte ]


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 Oggetto del messaggio: Re: Rigorosamente riservato ai matusa!
MessaggioInviato: domenica 9 ottobre 2016, 18:24 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
Messaggi: 9213
Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
A questo punto Cross deve dare lumi...
Saluti
Stefano.
P.S.: nel 1968-69 mi ragalarono un qualcosa come quello della foto, con un tracciato piu' complesso, pero', tipo C con salita; di piu' non ricordo...


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 Oggetto del messaggio: Re: Rigorosamente riservato ai matusa!
MessaggioInviato: domenica 9 ottobre 2016, 18:34 
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Iscritto il: sabato 4 luglio 2009, 22:25
Messaggi: 4050
Località: Brescia
Eccome se è esistito!
Era assai robusto, e ci ho giocato fino a quando mia nonna mi regalò un Calimero Rivarossi.

Come si usava allora, il set era confezionato in un accattivante scatola di cartone rosso porpora; probabilmente non l'hai mai visto perchè non era commercializzato in Italia,
era un “Made in US zone Germany”, regalatomi dalla Siemens & Halske.

Avevo scaricato la foto dal Web, purtroppo non l'ho salvata ed ora non riesco a ritrovarla.
Il va e vieni è tuttaltra cosa, dagli anni 20" fu proposto in numerose varianti fino alla fine dei 50"
Mio nonno ne regalò uno a mio padre.

Made in US zone Germany

Talvolta vi sarà capitato di leggere questa curiosa scritta sui trenini ed altri oggetti fabbricati in Germania negli anni 1946-1950;

Immagine

.

Subito dopo la seconda guerra mondiale la porzione di territorio del Deutsches Reich, che poi sarebbe diventata la Bundesrepublik, fu suddivisa in tre distinte zone d'occupazione: britannica, francese e statunitense.
La zona degli Stati Uniti comprendeva tutta la Germania meridionale inclusa la "kreisunmittelbare Stadt Nürnberg" ed il suo "Landkreis", entrambi dediti alla produzione di giocattoli .

La Germania divisa era economicamente debole, e dipendeva dagli alleati per il rifornimento di cibo e merci. Mentre l'Unione Sovietica stava depredando e smantellando tutte le attrezzature industriali presenti nella zona di territorio tedesco da lei occupata per trasferirle al di la degli Urali, gli Stati Uniti, consci e preoccupati per i costi economici di una Germania completamente dipendente da loro, iniziarono ad investire nelle industrie tedesche per favorirne la ripresa.

Nel 1946, gli USA e la Gran Bretagna fusero le loro zone di occupazione, e nel 1947 il governo degli Stati Uniti iniziò un programma massiccio di aiuti nell'ambito del Piano Marshall, fornendo all'Europa, ed anche alla Germania post hitleriana, montagne di dollari e merci per agevolare il recupero socioeconomico.

Per dar lavoro al maggior numero possibile di persone, gli americani spesso garantivano l'acquisto dell' intera produzione di alcune fabbriche, e ciò avvenne anche per quelle di giocattoli.
Inoltre, talvolta i produttori tedeschi vendevano direttamente una gran parte dei loro articoli alle migliaia di militari alleati di stanza in Germania (molti dei quali convivevano con le proprie famiglie), soprattutto perché venivano pagati in valuta estera più appetibile del Reichsmark, che a quel tempo non aveva alcun valore.

Quindi per distinguere i giocattoli, insieme ad altri manufatti, prodotti in zona in quel periodo e con le agevolazioni sunnominate, fino ai primi anni Cinquanta le aziende tedesche utilizzarono come marchio di origine “Made in US zone Germany”,


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