Faccio una piccola riflessione su quanto detto da ste.klausen21, a cui faccio i complimenti per l'omonimo plastico (mio grande amore da quando vidi le foto in b/n alla mostra di San Marino nel 1983 su iT.
Cita:
Ma ho visto persone, anche modellisticamente in gamba, disfare plastici di fantasia dopo essersi stancati di essi.
Non sono personalmente d'accordo su quanto da te affermato, per me è stato il contrario, riportando mie personali esperienze:
Nei primi anni '90, da squattrinato studente liceale, con la testa gonfia da iT di plastici modulari, riproduzione della realtà, rotabili con vetri a filo, testate realistiche e altre menate di moda all'epoca, complice la passione per le secondarie piemontesi, mi sono buttato nella realizzazione di un tratto del Tenda, modulare, riproducendo in particolare la famosa stazione di Piena, allo stato attuale.
Dopo pochi anni, nonostante numerose manifestazioni a cui ho partecipato con il colosso modulare, compresa quella a Breil sur Roya, l'ho venduto, ormai stanco della linea in questione, comprensivo di quasi tutto il materiale a sc.ordinario.
Questo perchè mi era partita la scintilla per il ridotto, in particolare la FGC, di cui avevo già realizzato alcuni fabbricati e rotabili.
Dopo qualche anno mi sono buttato sulla Guidovia della Guardia, esponendo il plastico a numerose manifestazioni, anche al Santuario stesso, con grande soddisfazione, ma ahimè, l'esercizio ferroviario lasciava a desiderare.
Ho ripreso la FGC, con il diorametto della Fontanassa, nato a scopi espositivi, a cui ha fatto seguito un immensa progettazione di impianti sulla FGC, ma di cui non ho realizzato nulla, complice il fatto delle poche possibilità di movimento.
Passati altri anni, complice TT, De Regis, Federici la FTL e in particolare Castelpambiano, mi sono buttato sul freelance ridotto italiano e qui ho iniziato ad avere più possibilità di idee, ispirandomi sempre alla realtà, ma reinterpretandola.
Nergli ultimi anni ho ulteriormente cambiato, mi sono riavvicinato all'ordinario, complice la vastità e le possibilità offerte dal nuovo mondo degli operatori privati, che rendono più vivace il panorama di qualsiasi secondaria.
Allo stato attuale, per il prossimo plastico, sto cercando di seguire queste ultime idee.
Aggiungo inoltre che spesso viene portato ad esempio come ideale plastirama la classica stazione secondaria su linea TD, con binario d'incrocio, MM, qualche altro tronchino e nulla più.
Orbene, la stazione in questione occupa mediamente 3 m e nonostante le dimensioni imponenti nei confronti delle esigenze casalinghe, le possibilità di esercizio, sono scarse, se non quasi nulle, perchè nella realtà anche nella stradecantata epoca III, in stazioni di queste dimensioni, più di un paio di incroci e un raccoglitore non si andava: si è pur sempre su una secondaria, non sulla DD!
E aggiungo che il maggior freno a tutto ciò è la mancanza di modifiche: chi riproduce una stazione delle caratteristiche di cui sopra, è costretto a scegliere una determinata epoca e/o periodo, impedendo qualsiasi modifica, se non di natura irreversibile: ad esempio la stazione in questione, in epoca III avrebbe il MM efficente, con il raccoglitore che effettua manovre, in epoca IV potrebbe avere ancora qualche sporadico servizio o una fila di rotabili accantonati per demolizione, in epoca V come estremizzazione un solo binario di transito, con i fabbricati murati e con il Minuetto che effettua solo un A/R.
Le conclusioni di questo mio sproloquio sono che è vero voler realizzare la realtà, però la realtà non sempre è la via che fornisce il massimo del divertimento: è meglio un impianto ispirato alla realtà con qualche artificio di adattamento modellistico (i plastici in giro per l'Italia della coppia d'oro De Regis-Federici ne sono un esempio), ma che consente modifiche successive (ad esempio aggiungo un tronchino in una data posizione, tolgo il PL pedonale perchè non mi piace più, ecc...), sempre nel rispetto della verosimiglianza, piuttosto che la rigida riproduzione della tal stazione, che dall'inizio del secolo l'unico cambiamento che ha visto è stato il passaggio dalla TV alla TD.
Ricordo inoltre che, se un impianto non dà più soddisfazione, non è come un modello che lo si lascia in vetrina, le strade sono o si demolisce (che è una spina nel cuore) o si vende o si accantona in ambito domestico sotto un telo, per la gioia dei famigliari, in attesa di tempi migliori (è questo l'attuale stato dei miei plastici della Guidovia e della FGC, nascosti sopra gli armadi...).
Buon week-end a tutti, vado a montarmi il gancio modellistico sulla testata realistica della Nord Cargo...