Mi unisco ai dubbi di Protoluca.
In pratica, la prima affermazione "il telaio è in un pezzo unico" forse lascia intendere che, diversamente dalla 685 RR d'antan, la parte posteriore del telaio non è trasformata in un carrello per permettere la circolazione sulle curve più strette. Quindi il telaio è realizzato come quello della 685 vera, dove l'asse folle posteriore è in effetti solamente un asse portante.
Ho qualche esperienza con le 685 in ottone, realizzate realisticamente con "telaio in un pezzo unico", e devo dire che sono purtroppo tra i modelli più difficili da far circolare!! Le curve raggio 600 non bastano... Quindi sulla 685 Acme necessariamente l'assale in questione dovrà veramente avere un gioco laterale nell'ordine di valori molto elevati, 2/3 mm almeno
Il telaio è completamente isostatico. Mi spiace dirlo, e mi rendo conto che forse il concetto è più complesso del previsto (ed i miei articoli TTM o non sono stati letti, o non sono stati capiti: mi dispiace per entrambe le cose) ma questa è una frase che non può essere corretta. Rendere isostatico l'intero rodiggio di una 685 (assi motori e portanti) sarebbe un gioco molto molto complesso, praticamente privo di senso, un virtuosismo puro.
Rendere isostatico l'insieme dei soli assi motori, questo si avrebbe senso, ma su una macchina con tutti gli assi ingranati tra di loro (come è il modello ACME) NON E' SEMPLICEMENTE POSSIBILE. Interpretando l'affermazione di Mr. RivaRossi allora può voler dire "sono stati presi accorgimenti per limitare la rigidezza del rodiggio" tipo un asse leggermente molleggiato, al massimo (non so come, ma forse si può fare). A meno che si sia abbandonata la soluzione dei tre assi tutti ingranati, allora è possibile proporre anche un molleggio integrale > ma ricordiamo! una sospensione a molle NON è una sospensione isostatica, che non utilizza molle!
Che poi il modello preveda forti giochi e traslazioni laterali, bene, ma questo non rende il rodiggio meno rigido. Una traslazione laterale non permette di adattarsi alle "gobbe" del binario, lascia solo passare su curve più strette.
Se io dovessi ragionare su una 685 prodotta industrialmente il più possibile moderna, funzionale e realistica, sceglierei queste soluzioni:
>Bordini da 0,8 mm. su macchina e tender. Spessore della ruota 2,65 mm, distanza interna tra le ruote 14, 7 mm. Tutto fuori norma, ma funziona, ed è molto meglio del NEM esteticamente.
>Assi motori molleggiati con molle estremamente leggere, oppure rigidi il primo ed il terzo, ed il secondo molleggiato - forse meglio ancora questa seconda soluzione, perchè toglie una serie di problemi legati ai molleggi integrali. Naturalmente, via la soluzione degli assi ingranati, lasciando la cascata di ingranaggi calare sul terzo asse, e bielle di accoppiamento ASSOLUTAMENTE in due pezzi
>Carrello portante molleggiato verso il basso, e con richiamo verso il centro.
>Asse portante posteriore molleggiato verso il basso, e dotato di forte gioco laterale con richiamo centrale anch'esso
>Carrelli del tender con appoggio isostatico sulla cassa (come una loco a carrelli, le ultime ACME per esempio)
>Sola locomotiva con massa di almeno 300g, tender di almeno 100 o anche più (ragionando a sentimento, basta fare il calcoletto preciso secondo la formula delle norme NMRA - semplice, ma perchè quasi nessuno lo fa e moltissimi carri merci a due assi deragliano perchè troppo leggeri?)
>Massa bilanciata sugli assi motori, cosa che con il motore sulla locomotiva non è un problema.
Sono i valori migliori che si possono scegliere per il funzionamento anche su impianti difficili; oltre, si cominciano a selezionare le situazioni (binario ben posato, giunzioni, ecc.) il che vuol dire che il modello finisce in vetrina. Comunque, che tutti lo sappiano fin da ora, una 685 costruita con realismo - non come la vecchia RR, dunque - NON PUO' fare curve di raggio inferiore a raggio 500/600 mm: questa è la realtà. E' una 685, signori, non un Badoni!!!!

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