Premesso che il "benessere" che abbiamo oggi (e lo abbiamo se non ci credete chiedete al nonno come vivevano 80 anni fa..) si basa sul presupposto che tutti dobbiamo consumare altrimenti l'economia mondiale va a rotoli.
Il costo dei modelli è effettivamente alto ed esagerato se lo confrontiamo con i costi all'origine (produzione in paesi economicamente depressi).
E' altrettanto vero che i treni non sono pane e quindi per vivere ne possiamo fare anche a meno, ma visto e considerato che siamo dei modellisti ferroviari o collezionisti di modelli, plasticisti o che altro si voglia è lecito, anzi doveroso, parlare di costi e prezzi e quindi affrontare argomenti off topic come quello di questo trhead.
E' anche scontato che i giudizi qui esposti sull'argomento sono i più vari e discordanti e che trovarsi tutti perfettamente d'accordo rappresenta un'utopia.
Attenzione, comunque nonostante questo sia un hobby e non pane quotidiano merita di affrontarne le problematiche con la massima serietà e realismo possibili per migliorare noi stessi e tentare di trovare strade utili a incidere a nostro favore sul mercato utilizzando il nostro peso.
Fare sciopero potrebbe essere un'idea, farlo in modo costruttivo e ragionato sarebbe meglio..
Mi viene in mente a questo proposito l'enorme "potere contrattuale" verso i produttori, che hanno i cugini tedeschi e soprattutto americani, ma loro vivono in un'altro mondo, hanno riviste eccezionali che pubblicano smisurati elenchi di modelli e accessori (tutti rigorosamente recanti il prezzo) creando così i presupposti per una sana e vasta competitività di mercato.
I modellisti d'oltralpe e d'oltre oceano hanno un grosso potere poichè sono infinitamente più numerosi di noi ma soprattutto sono uniti in associazioni che funzionano bene e avere un rappresentante cha parla a nome di decine di migliaia di associati è decisamente una buona carta da giocare presso le aziende orientandone le scelte economiche e commerciali.
Veniamo a noi..
Siamo pochi ma anche se i nostri 500/1000 pz massimo (un numero molto basso ma che tiene al sicuro le aziende da rischiare di trovarsi dei modelli invenduti) che le aziende producono per ciascun modello italiano, sono comunque numeri che rappresentano cifre significative soprattutto alla luce dell'alta produttività annuale di modelli che vediamo da qualche anno (per fortuna nostra) e dal loro elevato costo, ad esempio 1000 pz a 210 euro cadauno sono 210.000 euro sicuri (sicuri perchè, salvo eccezioni, vengono venduti tutti e non ne restano sul groppone in magazzino!).
L'esiguità del numero dei potenziali acquirenti italiani non significa che non potremmo incidere su cosa produrre, quanto e a che prezzo, lo potremmo fare se tutti ci associassimo ad una associazione a sua volta associata ad una federazione nazionale di appassionati di ferrovie modello.
Mi rendo conto purtroppo e non vorrei fosse vero, che questa è pura utopia, l'italica gente predilige altro.. per cui in attesa di eventi improbabili prendiamo quello che viene e consoliamoci..

Buona giornata