Gr471 ha scritto:
Il prezzo di vendita del materiale modellistico ferroviario segue, come tutto del resto, la legge della domanda e dell'offerta.
I prezzi salgono se la domanda tende a crescere, diminuiscono nel caso inverso.
Ovviamente, perchè la produzione avvenga, occorre che i prezzi così determinati superino i costi di produzione dei beni.
Il proliferare sul mercato del numero di produttori, che iniziano come artigianali e ben presto diventano industriali, mi lascia intuire che il prezzo di vendita superi di gran lunga i costi di produzione; cioè che il margine utile sia abbastanza ampio e copra bene anche gli eventuali rischi.
Infatti, un modello azzeccato come scelta commerciale e ben fatto e funzionante, si esaurisce in brevissimo tempo senza lasciare niente di invenduto.
Ho letto in un altro forum di un lettore che lamenta alla Hornby la contemporanea uscita sul mercato di cinque modelli di E428 perchè così egli non potrà acquistarli tutti e cinque, come solitamente fa.
Altro che sciopero! Tutto quello che producono (salvo rare eccezioni) viene assorbito in brevissimo tempo dalla clientela.
Questo nostro spasmodico desiderio porta alla corsa agli acquisti e al conseguente e prevedibile aumento dei prezzi; credo che nel prossimo futuro avremo impennate ancora oggi inimmaginabili.
I prezzi sono imposti dai produttori e i negozianti possono operare solo la percentuale di sconto consentita da questi, cosa che fanno tutti alla stessa identica misura.
Allora qual'è lo strumento di cui dispone individualmente ogni singolo modellista?
1) Cercare di influenzare con i suoi piccoli acquisti la legge della domanda e dell'offerta facendo tendere a una riduzione della domanda.
2) Adottare la massima economia nelle sue scelte di acquisto; economia non significa non acquistare, ma ottenere i massimi risultati con la minima spesa.
3) Non lasciarsi dominare dal desiderio di possedere un modello prima che vada esaurito: se un modello tira, state certi che ne verrà fatta una seconda e una terza serie, finchè qualcuno compra.
4) Andare dal tabaccaio sotto casa e partecipare a tutti i giochi d'azzardo esistenti (Gratta e vinci, Lotto, ecc.) sperando di vincere e di non rimanere completamente in mutande.
domanda e offerta il trucco e tutto lì, nel 1984 ho comprato il mio primo 626 roco con biellino 103000 mila lire, di questo modello roco ne ha prodotti fino al totale consumo dello stampo,mi sembra circa 5-6mila pezzi (per informazioni in mio possesso,ma ho sentito anche 20000)oggi con uno stampo al massimo ne fanno 5-800 pezzi (costo medio 220 euro) devono andare a ruba per forza si rischia di rimanere senza il capolavoro di turno, già perche oggi tutto quello che viene fatto e capolavoro, altrimenti come giustificarne i prezzi astronomici, e intanto tutti questi capolavori sono pronti in pochissimo tempo grazie alle tecnologie attuali ed ai cari (economicissimi)cinesini che ti fanno questi capolavori per 25-30 euro, saluti costosissimi.