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Riporto su le mie esperienze personali sui ganci USA e, ripeto, sono mie esperienze personali, che a me piacciono e danno soddisfazione, non pretendo che siano la soluzione a tutti i problemi di aggancio, poi ognuno la pensa come vuole. Alcuni anni fa, leggendo vari forum e siti francesi, fra cui LocoRevue citata da Claudio, nonchè il grande LePlat (che in Ferbach ne decanta le doti!), vista l'esperienza positiva, mi è venuta voglia di provare. Io ho sperimentato i Bachmann NEM, perchè erano facilmente disponibili presso l'importatore (lo so, bisogna comprare direttamente negli USA, ecc., ma ho preferito fare così...). Riassumo tutte le notizie che ho raccolto e che ho sperimentato. I ganci americani, normalmente, per loro natura, devono fissati sulla cassa, con loro articolazione, indipendenti dalla rotazione dei carrelli: quindi tale metodo implica modifiche piuttosto pesanti, ma non impossibili, sul sottocassa. Quindi il gancio è articolato rispetto alla cassa, come il famoso e universale n.5. Kadee produce anche quelli con codolo NEM, ma, siccome l'aggancio NEM per sua natura è di tipo rigido, per consentire il funzionamento del gancio corto, i ganci Kadee sono stati resi articolati rispetto al codolo, in maniera tale da farli funzionare come i Kadee normali. Ma questo è purtroppo un errore, in quanto la rotazione del timone di allontanamento, unita alla rotazione della testa Kadee, provoca delle rotazioni parassite che in particolari condizioni si trasmettono ai rotabili: ad esempio in spinta tale condizione provoca il deragliamento. Infatti i francesi, grandi utilizzatori e sostenitori dei Kadee, tolgono i timoni e mettono sottocassa il n.5 o altri derivati. Da parte mia ho quindi acquistato i Bachmann, che sono i fratelli poveri, in plastica (mi risulta che siano prodotti da McHenry, altro produttore USA di ganci). La principale differenza con i Kadee è che la testa non è articolata rispetto al codolo NEM e pertanto i problemi suddetti non sussistono, garantendo quindi un aggancio quasi rigido. Altro problema: i Bachmann, evidentemente per evitare gli accavallamenti dei respingenti (altro enorme problema rispetto al materiale USA), sono molto lunghi e pertanto si hanno distanze fra respingenti molto accentuate (siamo quasi a livello di vecchia Lima con gli occhielli!). Per evitare tale inconveniente ho tagliato parte del codolo NEM, rendendolo un moncone ed inserendolo più in profondità nel codolo stesso, portando il gancio a distanze più accettabili: ovviamente senza la spina NEM il gancio non si incastra più, ma per tenerlo in posizione l'ho brutalmente incollato. Per quanto riguarda il funzionamento, posso dire che per i rotabili a sc. ridotto in H0m non ci sono problemi, vista la mancanza di respingenti: sono riuscito a far circolare i suddetti rotabili su curve con raggio 22 cm (!) e non ho avuto alcun problema. Per lo s.r. l'unico inconveniente l'ho riscontrato nei magneti sottoplancia per lo sganciamento (anch'esso prodotto da Bachmann), in quanto tendono ad attirare le ruote metalliche dei carri, che essendo molto leggeri e scorrevoli, vengono mossi dal magnete (per questo motivo in USA si utilizzano assi in plastica): tale problema è però risolvibile tagliando il magnete, riducendolo di dimensioni o distanziandolo maggiormente dal binario, incassandolo nella massicciata o nella sede. Ovviamente per lo s.r., non essendoci NEM ho adattato il gancio a seconda dei rotabili, ricreando il più possibile la situazione del gancio articolato rispetto al telaio: in pratica lo s.r. funziona come i rotabili USA. Per l'H0 non si verificano casi di attrazione dei carri da parte dei magneti, visto il maggior peso. Comunque per l'H0 ho effettuato diverse prove e ho riscontrato alcuni difetti: ad esempio, andando in spinta, le manine dei ganci, per loro natura tendono ad aprirsi, avvicinando quindi i ganci e i respingenti, che in particolari condizioni possono accavallarsi; inoltre la presenza del timone (che, come detto sopra, ho mantenuto) in alcuni rotabili, a seconda della molla presente e/o della flessibilità del timone stesso, provoca, sopratutto a basse velocità, alcuni fenomeni di risonanza che fanno vibrare i carri. Ovviamente dimentichiamoci di far viaggiare i rotabili con tali ganci su curve da 36 cm. Finora ho analizzato le criticità, però i vantaggi sono, a mio parere, molti. L'aggancio è molto dolce; lo sgancio può avvenire su magnete permanente, invisibile, nascosto nella massicciata, sostituibile con elettromagnete, onde evitare l'effetto di attrazione degli assi metallici, in caso di rotabili molto leggeri, oppure tramite astina con la mano dell'operatore; i rotabili, se sfilati dall'alto vengono via senza intoppi o rimanendo agganciati agli altri. L'estetica, a mio parere, non è molto invasiva e se verniciati in nero l'impatto si riduce ancora: non va verniciata la parte mobile della manina, perchè la vernice aumenta l'attrito fra le parti a contatto e impedisce l'apertura della manina; inoltre, per migliorare il funzionamento devono essere leggermente lubrificati. Se uno ama le manovre, i raccordi industriali, gli switching layout, non ci sono dubbi: Kadee o similari. Se uno ama i respingenti contro respingenti, le composizioni bloccate, i treni reversibili, Kadee non fa per lui. Queste sono mie esperienze, spero di essere stato chiaro ed esaustivo, anche se l'argomento è sicuramente ampliabile.
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