Miura ha scritto:
Cita:
In altri paesi la qualità conta, tanto, e le varie riviste del settore e le federazioni, se un modello non è ben fatto e non vale il prezzo d' acquisto non lesinano i loro giudizi negativi.
Sai incomincio a pensare che questa è una delle fantasie metropolitane di cui ci nutriamo da tempo e che non corrisponde a realtà. Lo dico perchè ho davanti agli occhi un paio di libri appena comprati in Germania con foto di loco a vapore tedesche di Epoca II. Alcune di quelle macchine sono anche state riprodotte più o meno recentemente da nomi altisonanti come BRAWA, ROCO, FLEISCHMANN ecc. ecc.. Be' in certi casi parlare di compromesso nel rispetto delle proporzioni tra le parti delle macchine è un eufemismo, sarebbe meglio parlare di libera interpretazione. Poi che nelle varie riviste di altri paesi scrivano i loro principali contachiodi e non lesinino le critiche sarà vero, a differenza che da noi dove le riviste, TT compresa, sono molto "diplomatiche", ma anche lì, come da noi, questi sono una minoranza che non fa il mercato e gli altri sono uguali a noi, si bevono ciò che viene loro propinato, nè più nè meno.
No, no, non è vero! Prova a leggerti le recensioni del mercato inglese e francese, scoprirai un mondo totalmente diverso dal nostro!
E riguardo i compromessi che enunci riguardo i modelli tedeschi, sono spesso dettati dal fatto che i modelli debbano circolare. Sono progettati per questa funzione, non per le vetrine, e poi le varianti tra i vari prototipi sono tante, e le macchine riprodotte, non sempre corrispondono a quelle fotografate in un dato periodo. E lo stesso principio si applica alle macchine italiane, dove vengono scambiate caldaie, gruppi cilindri, etc.
Sulle riviste d' oltralpe scrive gente come noi, appassionati che vivono delle vendite e degli inserti pubblicitari, proprio come da noi, ne più ne meno.
Ecco, adesso che apprendo, poi, che nonostante il gruppo cilindri allargato, la trasmissione ad ingranaggi adottata per trasmettere il moto, questa 685 non circola nemmeno, non so proprio più cosa pensare.
Infinita tristezza.
Fabrizio.