Riccardo Olivero ha scritto:
Gli esperti del settore non rispondono più nemmeno se evocati, qualcuno ha scritto, il motivo è quello della paura di essere tacciati di partigianeria "pelosa"...ovvero, "tu lavori per quella ditta...ne sei consulente...ben pagato ecc. ecc. quindi la ditta A fa sempre tutto bene quella B sempre tutto sbagliato ..." e via discorrendo. Nessuno però che vada a controllare i dati suggeriti da Paolo Bartolozzi: foto e disegni pubblicati e ri-pubblicati, niente di partigiano. I fatti: misure, fotografie dal vero - la 685 è molto ben documentata.
Io non collaboro con nessuna delle aziende in questione, nè l'ho fatto in passato, vorrei solo comunicare qualche fatto forse utile a tutti. La mia conoscenza diretta (realizzazione, riparazioni) di modelli di ogni tipo sia in ottone che industriali mi permette di scrivere quello che segue con sicurezza: ma non voglio spiegarla a nessuno, sia chiaro.
Allo stato attuale dell'arte, è possibile per 300 Euro circa avere sul mercato una vaporiera prodotta in Cina industrialmente:
>quasi interamente metallica (ruote, cassa tender, parti di caldaia, telaio)
>con motore in caldaia e trasmissione invisibile nel forno
>con bordini ridotti (tipo norma RP25 o similari) ma buona circolabilità su ogni impianto
>riprodotta in perfetta scala ma con possibilità di circolare su curva R420 senza amputazioni visibili o allargamento del blocco
cilindri (per loco grandi come la 685 il R420 potrebbe risultare troppo stretto senza interventi)
>con forza di trazione più che sufficiente per trainare treni realistici anche su salite da plastico
>con assi sospesi su molle finissime, calibrate e funzionali, di rigore da anni sulle loco USA prodotte in Cina
>con cabina quasi interamente riprodotta con dovizia di particolari
>con predisposizione per DCC, sound e dispositivo fumogeno, quest'ultimo a seconda dei casi
>con illuminazione di cabina (in DCC sotto tasto funzione), forno, e fanali (anche se FS piccoli) con microled smd a luce bianca calda
quello che ho scritto è puntualmente realizzato dalle stesse aziende che producono 640 e 685, per locomotive di altri paesi, a questi prezzi.
Come vedete, nè Oskar, nè Acme, nè Hornby realizzano tutte queste possibilità offerte dallo stato dell'arte dei loro stessi produttori, ma il prezzo non è più basso rispetto ai modelli stranieri (USA in testa), credo però che il motivo sia dovuto all'incidere maggiore dell'investimento sui nostri numeri piuttosto bassi, tipici del nostro mercato.
Con tutto questo Oskar è quella che maggiormente si avvicina al meglio che oggi sarebbe normalità pretendere.
Su questi dati, giudicate voi che cosa c'è e cosa manca.
Riccardo ha fatto un' analisi lucida e completa.
Purtroppo il mercato USA e' ben diverso dal nostro.
Per cominciare gli statunitensi sono 300 milioni e gli italiani 60.
Il che significa che, se anche gli italiani fossero mediamente appassionati come gli statunitensi ( cosa non vera ), gli appassionati italiani sarebbero un quinto di quelli statunitensi.
Vi e' mai capitato di vedere su Model Railroader la pubblicita' di modelli in serie speciale di " soli " 10.000 ( diecimila !!! ) pezzi ?
Gia' questo dovrebbe dare la misura delle dimensioni del mercato USA...
Inoltre il mercato americano del trenino e' avanti di 20 e piu' anni rispetto al nostro.
Il fermodellismo inteso in senso moderno e' assolutamente made in USA.
Se si sfogliano i Model Railroader degli anni passati si scopre che negli USA l' unificazione del gancio risale agli anni 50 e 60, che l' armamento codice 83 e 75 ha lì piu' di mezzo secolo, che il DCC si e' diffuso in America negli anni '80.
Si scopre inoltre che i collezionisti americani collezionano l' ottone e non la plastica e che i modellisti sono abituati a montare kit, da sempre massicciamente presenti in quel mercato.
Inoltre la casa media americana ( quelle villette ad un piano di periferia che vediamo nei film ) ha, in quasi tutti gli USA, il " basement ", ossia il seminterrato, di dimensioni pari alla casa stessa.
E dove non c' e' il seminterrato il garage e' sempre molto ampio, per due auto di grossa stazza.
Il che mette a disposizione dell' appassionato medio americano spazi per potere realizzare un plastico inusitati non solo in Italia, ma nell' intera Europa.
Data la vastita' e la sofisticatezza di quel mercato, percio', non mi stupisce affatto che l' appassionato americano possa acquistare il top, pagandolo il giusto.
Sarebbe strano il contrario...
Dati, viceversa, i piccoli numeri del nostro asfittico mercato, non mi stupisce affatto che i nostri prezzi siano piu' alti di quelli a stelle e strisce.
Sarebbe strano il contrario...
Quello che invece mi infastidisce e' il constatare che alcuni produttori di modelli FS, pur dovendosi confrontare con quantita' di produzione piccole, riescano ad ottenere un livello di qualita' molto alto, che non ha niente da invidiare a quello di modelli realizzati per altri mercati europei, ben piu' ricchi del nostro, mentre ogni tanto si assiste all' uscita di modelli raffazzonati alla bell' e meglio.
Negli ultimi anni praticamente nessuno dei produttori di modelli FS e' stato esente da questo fenomeno: casse sbagliate e che vengono poi sostituite, assemblaggi difettosi, problemi di funzionamento, problemi di cattiva progettazione, etc.
Ormai acquistare un modello di un mezzo di trazione FS alla sua prima uscita e' diventato un terno al lotto, tanto che molti, come me, preferiscono attendere ed, a volte, rinunciare.
Temo che ormai si sia insinuato nei produttori di modelli FS ( spero non tutti ) il malcostume del " tanto in Italia si vende comunque ", " tanto l' appassionato medio italiano compra qualunque cosa ", " tanto i modelli FS sono destinati a rimanere in scatola o in vetrina e non gireranno mai su di un plastico ".
In passato senz' altro l' appassionato medio italiano era meno informato di ora.
Non solo, il mercato non proponeva una gran scelta di modelli FS, per cui, per forza di cose, ci si doveva accontentare di cio' che passava il convento.
Ora non e' piu' così.
Peggio ancora, ora che l' offerta e' amplissima, di soldi ce ne e' sempre meno e di prospettive di poterne avere un po' di piu' in futuro manco l' ombra.
Percio' occorre che diventiamo piu' maturi e selettivi nei nostri acquisti, che premiamo chi realizza modelli ben fatti e che puniamo chi invece ha la pretesa di vendere modelli chiaramente difettosi nella progettazione, nella costruzione o nell' assemblaggio.
Solo così costringeremo i produttori a farsi una vera e sana conocorrenza ed a proporci modelli che valgono realmente i soldi che costano.
Quando i modelli difettosi rimarranno sugli scaffali dei negozi i negozianti annulleranno gli ordini o ordineranno in numeri limitati, preferendo rifornirsi generosamente di quei modelli che valgono veramente.
Perdonate se, come sempre, mi sono fatto prendere la mano, anzi ... la tastiera.
Saluti
Stefano.