Andrea F.S. ha scritto:
Prima di cominciare a parlare della E 444 R, è doveroso fare i complimenti a Guido per il bell'articolo su Tutto treno; poi per quanto riguarda i gradi di indebolimento di campo delle E 646, in origine (a cavallo tra il 68 e il 69) erano: 5 in Serie, 5 in Serie Parallelo, 3 in Parallelo, nessuno in Super Parallelo. Dopo studi fatti, i gradi di indebolimento di campo in Parallelo, vennero portati a 5. Questa modifica ha però evidenziato che il PDM, non utilizzava mai il Super Parallelo, perchè essi ottenevano le medesime prestazioni in Parallelo con i relativi 5 gradini di shuntaggio del campo induttore. Infatti, se prendiamo come riferimento le curve di utilizzo della locomotiva, possiamo vedere che la curva di utilizzo del 5° grado di shunt, va a sovrapporsi a quella di P.C. del Super Parallelo. Oltretutto a causa della cattiva commutazione che ha messo fuori uso varie terne di motori, vennero ridotti di due gradi, gli shuntaggi del Parallelo e aggiunti 3 gradi in Super Parallelo (45% del campo pieno). Nel 1970 tutte le E 646 avevano subito tale modifica. Per finire il discorso sulle E 646 credo che Guido sia l'unico in grado di dirci tutti i segreti su questa splendida macchina.
Tornando al discorso sulla E 444 R, precisiamo che la macchina non ha assolutamente l'avviatore automatico; Quando si usa il P.A.C. (mettendo prima la leva delle combinazioni motori LCM in "M") si invia un impulso in centralina "Delfina" e se tutti i consensi che presiedono all'inserzione in trazione sono presenti e funzionanti, la locomotiva si inserisce con tutto il reostato inserito a 450 Ampere di assorbimento (posizione M 01 sul display); alla seconda pomellata avviene l'avanzamento dei C.I.C. a Pieno Campo ( il display indica sempre M 01) A questo punto è possibile escludere il reostato solo ed esclusivamente in Serie, per tutte le 45 posizioni di avviamento che questa combinazione ha, posizione per posizione. Questo sistema, oltre che ad essere molto utile per gli accostamenti al materiale, permettere di escludere il reostato in condizioni difficili e con adereza precaria. Gli accostamenti al treno, possono essere fatti anche in Serie; basta tenere la leva di comando dell'accelerazione L.C.A. al minimo e la locomotiva si inserisce sempre con 450 Ampere di assorbimento. Quest'ultima operazione, non si fa mai, perchè oltre che ad essere scomodo per la visibilità, con il P.A.C. è possibile gestire meglio la locomotiva ed è possibile comandarlo affacciati dal finestrino. La leva di accelerazione L.C.A. (ex potenziometro sulle macchine con avviatore) non va ad agire sul R.A.E. ma attraverso un circuito logico digitale, agisce sulla centralina Delfina, varando il tempo di chiusura dei contattori e di conseguenza, il tempo di esclusione del reostato. Per una esclusione senza slittamenti, in buone condizioni di aderenza, 850/900 Ampere, è il valore ideale per una buona fase reostatica
Per quanto riguarda i motori, non è possibile comandare direttamente con una combinazione, i motori a 3400 Volt; Nessuna locomotiva ne è dotata. Questo perchè avrebbe comportato la costruzione di motori alimentabili a tale tensione, altamente costosi e con notevoli problemi alla commutazione, all'isolamento ed alla massa; inoltre avrebbe complicato il circuito di comando e trazione, per la realizzazione di 4 rami di un motore singolo in parallelo. Nelle macchine reostatiche con 4, 6 e 8 motori, si usa mettere 2 motori in serie per ogni ramo nella massima combinazione possibile, in modo da dimezzare la tensione di linea ad un valore idoneo al suo regolare funzionamento. Nelle macchine con più di 8 motori, avviene la suddivisione per terne in modo tale che i 3400 volt al pantografo, si ripartiscano sempre nella massima combinazione possibile su tutti e 3 i motori che compongono la terna ( 3400 / 3 = 1133 Volt).
Saluti, Andrea
Grazie Andrea per i complimenti, era solo un estratto di intervista concessa ad un amico per la sua tesi. Scusa per la citazione "avviatore" per la R (a volte ragiono ancora da 444 normale). Ottima sintesi per l'ic del 646. E' proprio così, veniva spremuto esageratamente il parallelo, con le conseguenze che hai citato.
Ciao
Guido