Davide(Vi) ha scritto:
Grazie a tutti per le interessantissime delucidazioni sulla condotta e sulla tecnica delle Tartarughe (e non solo)!
In calce vorrei aggiungere una domanda: nessuno di voi ha avuto esperienze di condotta dei prototipi?
Mi piacerebbe conoscere qualche aneddoto al riguardo, sempre se è possibile.
Grazie ancora!
(poi ci sarebbe anche la .005, ma non vorrei chiedere la luna...

)
Altrochè! Negli anni 70' trovarti le prototipo era nella normalità. Se mi chiederai qualcosa di più specifico, difficilmente potrò risponderti, ma se si tratta di parlare di qualche ricordo, non mi tiro indietro. Un piccolo preliminare. Nel 67' ero in Fiat, a Torino in c.so Mortara. Il nostro cancello era proprio dirimpetto allo stabilimento delle Officine di Savigliano ed una sera, uscendo mi sono trovato davanti ad uno spettacolo indimenticabile...Stavano trainando fuorii dallo stabilimento la...444 001, bella, splendente nuova di zecca! L'ammirai incantato ed essendo in attesa dell'assunzione in FS, sogghignando le detti appuntamento.
La utilizzai da Aiuto Macchinista, prima e da Macchinista in seguito. Devo dire che la "macchinetta" si comportava molto bene. Era più silenziosa delle serie successiva, ed era meno potente, però la si poteva utilizzare meglio in virtù proprio della minor potenza. Per farti un esempio, percorrendo la tratta da Genova a Torino, sulla linea succursale, si riusciva a salire in parallelo, cosa che non si poteva fare con le successive, con cui avresti superato la velocità di linea e avresti comunque suoperato i limiti di corrente continuativa. Quando si partiva da Principe, si entrava in galleria e approfittando del tratto in pianura, appena arrivati sugli ottanta, si passava in parallelo. Con la serie dalla 006, il parallelo si riusciva a tenere sino a poco prima del bivio Fegino, dopodichè occorreva retrocedere in serie con ic. In questo modo si riusciva a salire a 75km/h. Con i prototipi ci lasciavi il parallelo e salivi tranquillamente a pc, a velocità di linea (110 km/h), con notevoli vantaggi sull'orario. Per contro, in pianura era più fiacca rispetto alle 1° serie.
Aveva i motoalternatori che erogavano 220V, la ventilazione del reostato era meno critica e aveva quelle oscene griglie sui vetri frontali (non era ancora dotata di vetri di sicurezza) che, in caso di nebbia, ti facevano diventare astigmatico, con difficoltà di profondità di campo (l'occhio tendeva a mettere a fuoco la griglia). La velocità massima era di 180km/h. Niente altro di particolare da segnalare. Purtroppo mi manca tutta la documentazione che avevo ma non ho mai più trovato perchè, nel frattempo, ho traslocato 2 volte. Magari in qualche scatolone rimasto lì, nel solaio...
Ciao
Guido