Si, infatti se ragioniamo basandoci sell funzionamento ad orario è tutto ben più facile, creo una logica sequenziale, non importa come, che muove i treni uno in fila all'altro, quindi metto i necessari sensori di feedback usati per vari scopi. Anche il treno che entra casualmente, in realtà entra nella logica sequenziale, devo solo preoccuparmi che sull'impianto dei binari ci siano tratte sufficienti a contenere tutti treni. I sistemi attualmente in commercio fanno +/- questa cosa, in quanto sistemi generici. Diversamente bisogna implementare un sistema specifico, in particolare lato SW.
Come scrive Lamps i veri problemi sono le perturbazioni esterne.
Ben diversa è la gestione dei singoli veicoli e la composizione-scomposizione dei treni.
Nel caso del plastico di Giovanni le cose sono ben più complicate, già il fatto che il treno si presenta ogni volta orientato diversamente, obbliga al riconoscimento del veicolo di testa. C'è anche un altra possibile soluzione, che prevede il riconoscimento del treno attraverso il veicolo centrale, però questo vincola imprescindibilmente sia la posizione dei sensori, sia il fatto di composizioni obbligate. Oppure si possono mettere i sensori in posizione laterale al binario, oppure ... ecc.
Come ribadisce anche Marcello, l'orario è di grande aiuto, nella realtà non si può prescindere, anche un treno straordinario ha il suo orario.
Composizione, scomposizione e smistamento dei veicoli sono condizione esterne alla circolazione, con regole e metodi diversi, non per niente nelle stazioni e negli scali ci sono i binari di: arrivo, partenza circolazione. Il treno è treno quanto è pronto sul binario di partenza, e smette di essere treno quando è sul binario di arrivo, diversamente è una tirata o veicoli in sosta.
Già ragionando, e costruendo, tenendo presenti queste condizioni diverse, si semplifica il problema.
Nel reale, anche se possibile, il sistema di automatismo, il blocco automatico per intenderci, non riconosce il treno, ma un treno, sono poi altri sistemi paralleli che controllano la sequenza dei singoli treni, ma qui entrano in gioco gli indispensabili DM, o chi per loro.
Diverso è il discorso per una ferrovia "chiusa" come sono le metropolitane, qui è facilmente possibile automatizzare tutto e fare a meno del macchinista.
Tornando ai trenini di Giovanni, magari il problema si risolve più facilmente di come lui ipotizza, ma per dirlo con certezza bisogna esaminare bene il caso, cioè il tracciato dei binari e i treni che ci circolano, non che il come. Anche nella realtà si è giunti alla conclusione che, superato un certo limite, occorrono linee diverse per diversi tipi di treni, minimo fasce orarie diverse.
P.S. Giusto per fare felice Marcello

, prima dell'avvento dei microprocessori o/e dei circuiti integrati, le più complesse necessità dell'automazione, erano risolte anche utilizzando relè decadici telefonici. Nei primi anni '80 né ho toccati due costruiti sul finire degli anni'60 per sistemi di movimentazione pacchi, belli da vedere, ma se succedeva l'imprevisto ... dovevano intervenire i facchini