quote d.pecchioni
Mario,
condivido in pieno tutte le modifiche che hai proposto, io le avevo pensate ma non sarei capace di attuarle.
per la motorizzazione del solo carrello posteriore di ogni unità mi sarebbe piaciuto un motore tipo G della gloriosa Lima, cioè ad ingranaggi diretti sulle ruote. o analogo Fleishmann.
chiaramente che il passo delle carrello corrisponda...........la mia era una idea rozza, ora magari si ricorre ai carrelli Black Beetle, o meglio
scritti.
mi piaceva l'idea del "tipo G" in quando la forza centrifuga degli ingranaggi dà una certa inerzia e docilità sena il bisogno del volano per assorbire certi punti morti di funzionamento.
ho entusiasmo per la tua iniziativa perche è parallelamente pensata.
i due elementi saranno anche autonomi e potranno essere diversmente utilizzati ognuno anche con saltri mezzi..Le640 ecc. sempre che la tua tecnica di adattamento del gancio sia possibile o da considerare successivamente . se sarà possibile e/o attualizzabile.
se tutto sarà possibile, intanto progredisci, poi se il colore dei carrelli subiranno la "sporcatura d'uso", con un grafitaggio lordoso e lordoso ci contentiamo.
di impeto ti dico: fino lì procedi, nelle tue mani mi immedesimo io e nel cervello.
trascurare illuminazione passeggeri se il blocco è strettamente concepito.
se poi si considerano realistici attacchi singoli dei due singoli ALe880M+ALe880M con Le640 o intermedi Le680 allora l'oscuramento sarà da riconsiderare.per omogeneizzare le luci ella nuova composizione
....e magari in attesa delle ALe 880 a testate piatte, che io aspetto come la foca del circo che batte le pinne plaudente in attesa del cefalo dalla domatrice.
anche per le auspicabili ALe880 testate piatt.questa indicazione sarebbe personalente, la più attesa (da me)
slurp.
per i fanali bisognebbe indagare e lasciarli piccoli, così potrebbe essere plausibile l'incertezza del colore dei carrelli.
quelli automobilistici , seppur doverosi per vincoli di periodo rappresentato invadono l'armonia delle linee estetiche, ma se la realtà è così, profaniamo le linee e procedere per onore di realismo.
buon lavoro, vedi di migliorare la mia rozza idea della motorizzazione.
li gradirei, i motori, snche graciduli come gli altrettanto gloriosi pezzi Tarvisium che adottavano il "G" fluido o il cipollotto diretto rivarossi a vite s.f. molto rigido.................ma oltre 30 anni fà.
andavano sicuri, la scala era rivarosseggiante, la carrozzerria era lucida e dava un ottimo effetto metallo.
chi le aveva, avava un tsoro
attualmente mancano le ALn 880, le Tarvisium erano delle prosperose romagnole che usava in motore G di una loco da manovra dieselidraulica con vedetta sul tettoe 2 avancorpi, le ruote del carrello senza tiranteriaesterna. praticamente un adattamento a fagiolo.
Daniele Pecchioni
qualche errore di ortografia, il sonnifero sovrasta, ciao
beato chi questi lavori li sa fare.
Ciao Daniele,
anche tu di Sesto? ci vengo spesso e quando posso mi incontro con Max e con Luciano, magari la prossima volta ci vediamo!
Per il resto, grazie per l'incoraggiamento, ti assicuro che già a smontarle si suda freddo....
Motore G?... ma no, dai, il progresso è progresso, indietro non si torna....

vuoi paragonare un antidiluviano "G" al ns. motorino da scala N che non gira bene perchè striscia sul pavimento e che deve far girare tanti ingranaggi che non hanno una sede abbastanza ampia per scorrere liberamente e mettere in moto, a loro volta, delle ruote che "inciampano" dappertutto e girano fuori centro come quelle della macchina dei Flintstone?...
Ironia (purtroppo facile, in quanto costosa....

) a parte, penso di avere qualche ideuzza per migliorarne il funzionamento e, per fortuna, ho un amico col tornio che mi modificherà le due ruote da dotare di anello di aderenza visto che, alle mie due garbate richieste di avere due ruote con gola come ricambio, mamma Acme non si è nemmeno degnata di rispondere, neanche con un vaffanculo che già, da consumatore, per me sarebbe stato meglio del loro istituzionale silenzio.
Polemiche (o giuste rimostranze?) a parte, visto che metterò due decoder, i due pezzi saranno elettricamente indipendenti, al limite solamente collegati con gancio Almorose per avere un passo elettrico molto lungo e far stressare meno i due piccoli motori. Non penso di utilizzarle isolate in quanto, pur essendoci i pezzi per chiudere l'intercomunicante, non c'è quello per chiudere il vano del gancio (che resterebbe proteso a mo di baionetta...) ed esteticamente (non mi sogno di aprire e richiudere la cassa per togliere e rimettere il gancio ogni volta) la cosa non sarebbe il massimo; e niente rimorchiata intermedia perchè mi sa che la motorizzazione è al limite, il le 640 posso sempre utilizzarlo con la Ale 840!
La mia idea è quella di segare esattamente a metà il telaio metallico e innestarne (con qualche piccola e necessaria modifica) la metà anteriore sulla rimorchiata, in modo da avere i due carrelli posteriori e limitrofi motorizzati; l'asse con l'anello di gomma avrà l'altra ruota tornita per ricevere il secondo anello e girare in modo più regolare dando anche maggiore aderenza e, speriamo, meno slittate.
Per i fanali, dopo attenta...... riflessione notturna, lascerò quelli di origine, sulla monografia citata da Max si vede che alcuni esemplari li hanno praticamente avuti fino alla fiamma ossidrica, in questo modo potrò ambientarle anche nei primi anni '70, in epoca fine vapore.
Pantografi da sostituire con gli Mdf commerciali, già arrivati in officina!
Sul colore dei carrelli.... Max dice giustamente che sulle foto (alcune sono anche a colori) del volumetto che ho anch'io sembrano in castano... sempre sullo stesso volume quelli delle coeve 883 appaiono invece chiaramente neri, probabilmente il fatto è che le 790 non avevano un vero e proprio carrello esterno alle ruote e che quindi l'effetto sabbiatura donato dalla corsa sui binari finiva secondo me per avere la meglio su un colore nero che nessuno si sognava forse di ridare sui tiranti dei freni o sulle balestre della sospensione... chissà... probabilmente li farò in "quasi nero" e poi li insozzerò con colore sabbia/marrone ad aerografo ad imitazione di quanto si vede in foto...
Per i freni, ieri ho provato a fare un buco da 0,3 con girapunte a mano sulla parte inferiore dei due ceppi di una ruota, dentro il quale inserire una spina di acciaia armonico (corda di mi cantino...) che serva da "perno" per inserire poi i tiranti in fotoincisione di Claudio (Mussinatto), in modo da poterli fissare con cianoacrilica su qualcosa di stabile e non in modo... random, semplicemente appoggiati sui ceppi, risultato riuscito appieno seppur con qualche trepidazione per la delicatezza dei ceppi stessi.
Questa la teoria... vediamo adesso come me la caverò in pratica!
Ciao anche a Max!
Mario