Cita:
se uno, nel 2014, vuole avvicinarsi al fermodellismo di epoca attuale cosa deve fare?
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Alessio non è questo che ho detto.
E' ovvio che per chi ha 20 anni oggi sono attraenti le macchine contemporanee o magari no come nel caso del giovane amico Ludovico che aprrezza i trifase (piccolo OT, se ti piacciono veramente i treni in generale, come puoi non amare vapore e trifase?

). Ma mi sembra fin troppo evidente che non sono loro che permettono ancora ai produttori di sopravvivere.
Si può reggere un mercato su quattro ragazzini di 14 anni e altrettanti un po' più piccoli? Io a Novegro sabato scorso di bambini ne ho contati sulle dita di una mano e di ragazzi un po' più grandi pochi di più. Per il resto erano uomini adulti dai 30 ai 60 anni più verso i 40-50 che gli estremi, situazione che rispecchia perfettamente quello che vedo in negozio. Ma c'è ancora chi si vuole illudere.
Certo un produtore deve curare le giovani leve e quello che gli permette di farlo è che oggi per loro fortuna il panorama è monotono, esistono solo 2 o 3 tipi di macchine diffuse in tutta Europa da riprodurre in infinite livree e con questo accontentano i pochi giovani, ma non ci sono i numeri per sopravvivere solo facendo cose moderne. Chi tira il mercato siamo noi anziani, legati ad una ferrovia diversa su cui viaggiavamo e che aveva un'importanza ben diversa per farlo, ed infatti i produttori ci riempiono di doppionii che coprono principalmente gli anni dal 1960 al 2000. Come mai?
Il trifase, in questo contesto, è già limitato alla fascia iniziale di questo periodo, tanto che a quelli più giovani interessa meno, ma ancora potrebbe avere ed ha fascino per chi non ha vissuto nel periodo dei treni tutti uguali e noiosi. Solo che sono macchine costose da riprodurre e con numeri comunque più limitati di potenziali acquirenti, è già svantaggiato in partenza ed i numeri delle vendite non credo abbiano incoraggiato a farne altri. C'è chi si compra tutte le versioni del caimano ma chi è che si compra tutte le 4 versioni dei 432 ?