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Ho riletto l' intervento iniziale del thread e ci provo ... Immaginiamo che ogni decoder abbia 256 manopoline di regolazione e che ognuna di esse agisca su una delle funzioni del decoder. Capiremmo subito due cose : 1. il decoder può fare 256 cose ! 2. occorre sapere, per ognuna delle "cose", cosa è e come si regola (con la manopolina) ah, sì, ne capiremmo anche un' altra : il decoder sarebbe troppo grande per stare in una locomotiva, anche in scala "0". Fortunatamente le manopoline sono sostituite da numeri che stanno nel decoder occupando uno spazio infinitesimo, e così il decoder può stare, in alcuni casi, anche in una locomotiva in scala "N". Non è necessario capire come facciano questi numeri di regolazione a stare nel decoder. Potrebbe essere una complicazione che non ci porta benefici. Dobbiamo, però, capire altre cose. La prima è che questi numeri sono accessibili e modificabili da noi. Sono chiamati Control Values (CV) e con la tastiera della centralina possiamo puntarli e modificarli. Tutti ? Dipende dalla centralina. Con le più semplici ne possiamo modificare solo alcuni, ed oltretutto non possiamo rileggerli. Con altre centraline possiamo modificarli anche tutti. Con alcune centraline è molto semplice e con altre è più complesso. Esistono anche dei programmi che si installano su computer e che colloquiano con la centralina (solo i tipi predisposti) e consentono di "vedere" quei valori di regolazione (CV) a video.
Bene, ora che posso cambiare il valore delle regolazioni, ne cambio uno per provare, e la locomotiva comincia ad andare a scatti !!! Per evitare questo, ecco l' altra cosa da sapere : alcune CV comandano funzioni semplici (p.es. da che parte è l' avanti per la locomotiva), altre comandano cose più complesse, come per esempio i parametri di funzionamento del regolatore di velocità interno. Per le funzioni semplici non è necessario avere conoscenze tecniche. Per le funzioni più complesse, come i parametri del regolatore di velocità, è necessario sapere cosa si stà facendo. In ogni caso è sempre possibile tornare indietro; basta rimettere il valore precedente, ed il decoder torna come prima. Occorre, però, sapere quale era il valore precedente. E quì torna in ballo la possibilità di leggere le CV da parte della centralina.
Proviamo a farci un' idea su quella che, forse, è la funzione più complessa. Ogni decoder ha un regolatore di velocità interno che prende la tensione di alimentazione, ad onda quadra ed ampiezza costante, e la trasforma in una tensione ad onda quadra, ma a valore non più costante, ma regolato. Regolato come ? Nei primi decoder la tensione al motore era semplicemente una proporzione fra la tensione sulle rotaie e la posizione della manopola di regolazione della centralina : manopola al massimo = tutta la tensione al motore, manopola a 0 = 0 V al motore ... e così via per i gradi intermedi.
Poi sono arrivati i regolatori BackEMF. Essi misurano la velocià del motore e regolano la tensione al motore stesso in modo che la sua velocità corrisponda alla posizione della manopola della centralina. La differenza è molto importante : se regolo la tensione, in caso di salita la locomotiva rallenterà. Se regolo la velocità del motore, in salita il rallentamento sarà molto contenuto. Molto bene ! Ma .. c' è un ma. Per ottenere la regolazione della velocità del motore, occorre accedere ad una tecnica, correntemente usata in campo industriale. E' complessa, ma è nota. Quindi consente buoni risultati, a patto che ... il regolatore sia tarato bene. E che significa questa frase ? "che il regolatore sia tarato bene" Regolare la velocità di un motore, che sia un trenino, un treno o un ventilatore industriale, deve tenere conto di come è fatto il sistema, ovvero la combinazione del motore col suo carico. Quindi il regolatore si deve adattare al sistema che è costituito dal motore, dal rapporto di trasmissione, dal diametro delle ruote, dalle inerzie e dagli attriti in gioco. Se dovessimo digitare nel decoder tutti questi parametri, saremmo fritti. Fortunatamente non è necessario conoscerli. Le regolazioni industriali hanno sintetizzato una formula matematica che, con uno, due o tre valori di regolazione, riassume tutte le caratteristiche del sistema. Quindi, ... bene ? Nì, perchè quei pochi valori di regolazione dobbiamo comunue adattarli al nostro sistema , ovvero alla locomotiva. C' è un set standard di valori che consente già una regolazione decorosa. Quindi non c' è obbligo di modificare. Ma se vogliamo ottenere una regolazione più prestazionale, è necessario modificarli, con cognizione di causa.
E se io non volessi, o non sapessi modificarli ? Beh, in questo caso esistono i regolatori autotuning. Come dice la parola, essi sono in grado di settare da soli i parametri di regolazione. Entro certi limiti. Quest' ultima affermazione significa che potranno esistere locomotive in cui l' autotuning non riesce a regolarsi correttamente, o si regola, ma in maniera insoddisfacente. Per quei casi esiste sempre la possibilità di impostare manualmente le regolazioni.
Mi fermo prima che qualcuno mi abbatta. Anche perchè non sono esperto di DCC, ma ho voluto porre alcuni punti concreti per chi non ha basi tecniche.
Stefano Minghetti
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