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ecco la mia modestissima recensione della Gr 744.119 Caprrotti art. HR 2459:
Non conosco bene questa macchina, che non ho mai avuto occasione di veder circolare, essendo stata prevalentemente destinata alle linee del sud Italia. Tuttavia mi é sembrata subito ben realizzata, al pari della Gr 940 che però non mi ha convinto per via dei maldestri montaggi che obbligano a metterci mano pesantemente. Invogliato dal prezzo che appare contenuto rispetto ad altra analoga produzione, sono entrato in possesso dell'esemplare con distribuzione a valvole, più che altro per necessità, non essendo disponibile, al momento della mia visita in negozio, la Walchaerts, che pure mi interessava per i fanali a olio e per il biellismo più "pieno". La locomotiva si presenta bene, estratta dal consueto sarcofago in termoplastica trasparente e apprezzabile anche la confezione essenziale, che non occupa troppo spazio nei miei cassetti. Non sono di quelli che gettano le scatole. E' completa di ogni particolare e non necessita del montaggio degli aggiuntivi se si eccettuano gli steli degli stantuffi e le targhe, in fotoincisione di ottone, grezze da verniciare, finalmente con il fondo che ci pare, nero di ordinanza oppure rosso, frutto di una certa deregulation degli ultimi tempi del vapore. Altrettanto apprezzabile la verniciatura in nero delle cave delle bielle e l'assenza dei tanto vituperati calzini bianchi, che al vero non duravano più di un mese di esercizio. I praticabili della caldaia non hanno la consueta lamiera grecata, ma appaiono in lamiera liscia con tanto di chiodature in rilievo. Le foto pubblicate della macchina reale, a me note, non consentono di vedere questo particolare ma devo supporre che la lamiera grecata fosse presente, quanto meno a scopo antinfortunistico. Sono riportate moltissime tubature sulla e sotto la caldaia, e il prezzo contenuto mi invoglia a metter mano subito alla lunga tubatura di adduzione del vapore di scarico agli iniettori, avvolgendolo con un filo a simulare il rivestimento in amianto, sempre presente in esercizio. Una pecca non da poco é tuttavia l'assenza di portagancio anteriore che inibisce le manovre e l'utilizzo in spinta e obbliga alla collocazione della macchina come titolare nel caso di doppie trazioni, ma io sono un movimentista e ad altri la cosa non dovrebbe disturbare… Veramente interessante l'osservazione di Antonio Federici circa la possibilità di trapianto di un carrello anteriore della Gr 740. Verificherò. Dal foglio dei ricambi sembra si possano acquistare a parte i fanali a olio, la macchina ha i fanali elettrici, per cui li installerò appena in possesso, per omogeneità del mio parco vapore. Il tender a carrelli da 22 mc non presenta novità rispetto a quelli già visti in dotazione alle gr 740, con forse i cerchioni maggiormente affinati, la presenza del passo d'uomo la colloca in un periodo preciso e non in epoca II, con l'eccezione del rialzo della carboniera, un po' sottotono, ma uguale a quello delle Gr 740 e dintorni. Una bella fotoincisione sistemerebbe le cose, ma anche la eliminazione tout-court é da prendere in considerazione, avvalorata dalla iconografia. Bene sino a qui, per la vetrina, ma sul plastico? Appena estratta ed ammirata, la prima cosa che faccio é montare il gancio corto Roco e posarla sui binari. Il mio plastico ha un armamento posato in maniera maniacale, o al meno al meglio che sono riuscito a fare, con deviatoi Roco cod. 88 e rotaie Peco cod. 75, tanto da far girare senza problemi Fulgurex, Metropolitan, Top Train, e senza alcuna incertezza anche le sogliole HR. La Gr 744 si comporta in maniera egregia, e contravvenendo i regolamenti FS e i limiti di velocità sugli scambi, non ha nessuna incertezza a tutta velocità su deviate, sghembi, variazioni di livelletta. Un buon progetto. Ho una lunga rampa con pendenza del 26/1000, realistica, la linea dei Giovi e anche alcune rampe del Sempione presentano valori più difficili, e anche su questa non sono riuscito a mettere in difficoltà la nostra. Traina senza incertezze convogli merci da 24 assi, oltre sarebbe irrealistico sul mio plastico, con partenze da fermo senza fare ricorso alla sabbiera! Comportamento simmetrico nei due sensi di marcia, in testa e in spinta, a ritroso naturalmente. Ho avuto l'impressione, niente affatto scontata che i progettisti l'abbiano provata a lungo sui binari. Brawa cara vecchia Rivarossi, un buon lavoro. Il tempo e l'esercizio intensivo diranno qualcosa sulla durata, ma al momento ne sono molto soddisfatto, senza essermi dissanguato. E non vedo l'ora di invecchiarla, con i soliti ritocchi di colore, carbone vero, tracce di olio e fuliggine, ma senza esagerare, per portarla alla situazione di esercizio, quando le macchine erano tenute con grande cura dal personale che amava davvero il lavoro di ferroviere.
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