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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 8:17 
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Iscritto il: domenica 1 novembre 2009, 20:26
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Giuro che mi sto ancora,scompisciando dalla frase "scemo chi legge" e quasi quasi ne faccio una decals da,mettere di nascosto su un mio modello.
Scherzi a parte mi trovo a malincuore d'accordo con i "disfattisti" che prima di me hanno scritto; vorrei giusto far notare che in un'altra sezione del forum si è alla terza pagina di un thread in cui si discute di un carro Roco a 6assi per trasporto pesanti con marcatura FS, che dopo aver fatto,notare che altro non è che un modello tedesco rimarcato con fantasia in FS, postato disegni ed informazioni relative al Vero carro......qualcuno dice che be, è bello!
Allora non lamentiamoci quando ci propinano il classico carro crucco ,con boccole sbagliate, di fantasia, che nulla a che fare con la realtà.........peró è italiano!!!!!!! Almeno la marcatura.
Con questo ho espresso il maxpensiero....per i modelli.mandi max


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 8:50 
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Iscritto il: martedì 15 agosto 2006, 12:09
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Armando hai colto pienamente il problema.
Noi siamo appassionati che spendiamo i nostri soldi per procurarci divertimento, loro sono "produttori" (uso questo termine perchè non me ne vengono in mente altri e le virgolette non sono affatto dispregiative) che spendono i loro soldi per investimento.
È tutta qui la differenza ma è fondamentale.
Se preferisci, per non offendere nessuno, posso aggiungere che gli appassionati sono di 2 tipi: i realisti (quelli che comprendono il concetto con le relative conseguenze) e i sognatori (quelli che sperano di intervenire a valle in un processo iniziato molto prima e che è quasi irreversibile).
Se vuoi poi si possono fare tante altre considerazioni.
Produrre un modellino non è così semplice come spesso ci immaginiamo.
Le variabili sono numerose e spesso neanche i produttori stessi riescono a comprenderle in pieno.
Basti pensare ad alcuni recenti casi.
Progettare un ottimo modello spesso non basta se poi per progettarne un altro devi per forza cambiare il datore di lavoro... magari vuol dire che il ricavo non copre le spese sostenute.
Oppure che per cercare il realismo estetico spinto devi sacrificare completamente la meccanica.
Io per esempio non sopporto la colla che viene usata per bloccare i finestrini alla cassa delle carrozze. Preferisco di gran lunga i modelli Roco dove il trasparente dei finestrini è ad incastro e mi permette di intervenire sulla cassa. Considero, quella che ormai è diventata prassi, una scelta progettuale sbagliata (sicuramente dettata dalla comodità) al pari di un finestrino più largo di 1 mm!
Come non sopporto l'uso di fotoincisioni quando non necessarie (per esempio la lamiera zigrinata sullo sfogatoio della e444 Acme) o quando, e si torna sempre allo stesso discorso, la progettazione è carente e ti ritrovi ad avere particolari fragilissimi e che si staccano appena sfiorati perchè non è previsto nessun incastro nè tantomeno riscontro e ci si affida solo alla solita colla.


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 10:41 
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Iscritto il: mercoledì 25 gennaio 2006, 8:10
Messaggi: 1466
D'accordissimo con la proposta costruttiva di fornire indicazioni preventive ai produttori sulla realizzazione dei modelli italiani (specie quelli "old" per i quali non esiste la possibilità di fare i rilievi sui rotabili esistenti).
Un esempio concreto: Acme anni fa aveva diffuso l'immagine dello studio CAD della D342 Ansaldo ed era stato possibile per i forumisti esprimere delle impressioni sulla correttezza o meno di forme e particolari.
Se la stessa cosa fosse stata fatta per la D342 potenziata, probabilmente si sarebbe potuto evitare l'errore sulle proporzioni delle grandi griglie laterali e forse oggi avremmo un modello corretto al cento per cento.
Ovviamente lo stesso principio vale per tutti i modelli "pasticciati" del passato (ALe840 ViTrains, ALn556 Hornby, carrozze cuccette 1959 Acme, riproposizioni dei modelli RR e Lima da Hornby, ecc.).

Il problema dello svelare i programmi da parte del produttore forse oggi non è più tale, visto che la situazione è parecchio cambiata e non conviene più a nessun marchio correre il rischio di proporre doppioni.


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 10:46 
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Iscritto il: giovedì 29 aprile 2010, 20:52
Messaggi: 715
Località: Lombardia
.


Ultima modifica di Umberto Fontana il domenica 9 luglio 2017, 18:00, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 11:15 
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Nome: Antonio M. G.
Iscritto il: martedì 2 ottobre 2012, 10:02
Messaggi: 1607
...


Ultima modifica di tonymau il martedì 16 maggio 2017, 8:53, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 11:35 
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Iscritto il: giovedì 17 febbraio 2011, 16:03
Messaggi: 2205
Località: Agram
ma questi errori e sviste o difetti di progettazione/produzione sono cosi frequenti solo sui modelli italiani o succede anche per quelli tedeschi?
mi riferisco ai produttori italiani. io faccio termico fs quindi mi incuriosisce sapere quanto si impegnano per i mercati "esigenti" detti fabbricanti.


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 11:46 
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Iscritto il: lunedì 28 gennaio 2008, 8:51
Messaggi: 825
Località: Agrigento
Faccio un altro esempio di errore evitabile: ricordate le decal della 464.464 sbagliate in una delle due fiancate della loco? Questo è uno di quei casi in cui l'errore si sarebbe potuto evitare senza fare modifiche di stampo costose.....
Non fossilizziamo la discussione solo su un punto. Mario ha suggerito di fare una sorta di decalogo, non ha parlato esclusivamente di preserie o prove di stampo. Anziché fare i soliti discorsi da imprenditori navigati e disfattisti, cerchiamo di collaborare Sull'idea di Mario e postiamo idee fattibili che farebbero fare un salto di qualità al modellismo italico.
Per esempio, perché non seguire l'esempio di lima expert e rendere agevole l'apertura e la chiusura dei modelli sia per la digitalizzazione degli stessi, sia per la manutenzione? Ricordo di aver rotto svariati "pirulini" delle carrozzerie roco per aprirle e mettere il decoder. le lima expert le ho aperte parecchie volte (e le ho quasi tutte) e non ne ho rotto neppure uno.
Altro esempio: non ho ancora provato ad aprire il 221 di LE ma leggo nei vari post che non è agevole, per chi volesse ad esempio illuminare le carrozze. Per fortuna la digitalizzazione è semplicissima grazie allo sportello dedicato. Quindi, in questo caso OK la digitalizzazione, Un Po meno l'apertura del modello. Per le prossime produzione di loro modelli è sacrilego chiedere a LE di aggiustare il tiro riguardo l'apertura? Costa di più progettare e produrre un modello facilmente apribile?


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 12:11 
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Iscritto il: mercoledì 8 marzo 2006, 9:28
Messaggi: 1040
Località: Genova
tonymau ha scritto:
Von Ryan's Exp ha scritto:
D'accordissimo con la proposta costruttiva di fornire indicazioni preventive ai produttori sulla realizzazione dei modelli italiani (specie quelli "old" per i quali non esiste la possibilità di fare i rilievi sui rotabili esistenti).
Un esempio concreto: Acme anni fa aveva diffuso l'immagine dello studio CAD della D342 Ansaldo ed era stato possibile per i forumisti esprimere delle impressioni sulla correttezza o meno di forme e particolari.
Se la stessa cosa fosse stata fatta per la D342 potenziata, probabilmente si sarebbe potuto evitare l'errore sulle proporzioni delle grandi griglie laterali e forse oggi avremmo un modello corretto al cento per cento.
Ovviamente lo stesso principio vale per tutti i modelli "pasticciati" del passato (ALe840 ViTrains, ALn556 Hornby, carrozze cuccette 1959 Acme, riproposizioni dei modelli RR e Lima da Hornby, ecc.).

Il problema dello svelare i programmi da parte del produttore forse oggi non è più tale, visto che la situazione è parecchio cambiata e non conviene più a nessun marchio correre il rischio di proporre doppioni.


Concordo, per questo all'inizio parlavo di dialogo con i figurini o i rendering alla mano.
Tempo fa, anche HR lo fece, pubblicando qui sul forum le immagini del disegno CAD della E326. Almeno per l'aspetto errori e "cosa dovrebbe" o "non dovrebbe" esserci, si discuterebbe prima.

Ma questo è solo uno solo degli aspetti. Mario chiedeva in generale anche altro.

Personalmente, il dettaglio sì, ma che resti al suo posto e non si perda.
Il dettaglio va bene finchè lo vedo e mi "rimepie" il modello. Il superdettaglio che non vedo se non ribaltando sottosopra il modello non serve, soprattutto se coperto da carene.

Motorizzazione e meccanica coperte nel limite delle possibilità.

Chiudo con tre domande:
Possibile che non si trovi soluzione ad ingranaggi che si spezzano?
Possibile che siano per forza necessari gli anelli d'aderenza?
Possibile che un PCB e decoder, che di tecnologicamente avanzato hanno ben poco, debbano incrementare così tanto il costo del modello?

Saluti,
Antonio


Quoto Mario e Antonio.

Antonio, mi hai preceduto sulla E326. Non capisco perché la HRR hanno presentato il CAD della E326 per tre o quattro volte e poi spariti :shock: Perché? Davano fastidio i troppi suggerimenti degli esperti? Alla fine è venuto fuori una porcata, dal bello che stava venendo fuori l'hanno rovinato, come le targhe incassate, i quattro anelli di aderenza dando problemi alle curve, i mancorrenti sbagliati sulla 002 e altro che non ricordo; se si potevano evitare questi stupidi errori, facevo a meno di chiedere a Mussinatto le targhe corrette (che Ringrazio molto) e modificarmi a mie spese oltre 60€ le ruote e altri € per le targhe per avere un modello decente dal costo di oltre 200€!! Si poteva evitare, come no! Un altro errore è il pcb, anche se ho avuto un battibecco con Zampa, mi ero incavolato sul pcb e le luci rosse, nel senso che se mi metti le luci b/r sul trifase e bianca per la cabina, perché sulla E326 solo bianche e niente sulla cabina? Hai messo un pcb per decoder 21p, serve a cosa? Ho capito, solo per eliminare i fili, ma per favore!!!!! Quindi, altre incazzature sulle modifiche della loco, aggiungi le luci, modifica il pbc, se pensiamo che la maggior parte dei modelli sono tutti da modificare, sinceramente sto evitando di acquistare perché mi sono veramente stufato! Tanti soldi per avere ciofeche, e poi trovarsi le occhialute che si sbriciolano senza sapere se poi avremo i telai gratuiti..... Mussinattooooo ci pensi tuuu???
Tutti a lamentarsi della ALe 801, hanno corretto la verniciatura, questo era dovuto, ma il pcb? :lol: :lol: :lol:
Dopo aver trovato le ALe in saldo, le ho prese tutte e due, mi modifico il pcb e poi presenterò il progetto a Buonopane, sempre per il suo interesse e beneficiando poi a tutti noi appassionati.
Questo è un esempio, evito nel forum tanti bla bla bla, perché vedo sempre spesso che non si vuole crescere, facile stare dietro alla scrivania e pc, io a differenza di alcuni di Voi, mi presento ai produttori e descrivo punto per punto tutte le problematiche, dalle correzioni, alla motorizzazione, ai pcb, ai rotabili etc etc,. Tutto questo per interesse del produttore, ne ho beneficiato io e ne avete beneficiato poi Voi tutti, senza muovere il culo. Esempio, il sondaggio delle piano ribassato, migliorandone l'aspetto, i ricambi... etc. etc., tutto questo presentato sul nuovo catalogo. Questi sono fatti e non chiacchere, dati alla mano e non frottole. Quindi, volete svegliarvi o dormirci sempre sopra? Tutto questo l'ho fatto da solo senza l'aiuto di nessuno, adesso Vi chiedo, se ci diamo una mano tutti insieme, credete che non avremo altre possibilità di avere i treni migliorati e al prezzo giusto? Basta parole/cazzate, è ora di farsi sentire, un esempio? Possiamo incontrarci a Settembre a Novegro, ci presentiamo con carta e dati alla mano ai produttori e una bella chiaccherata cordiale, male non fa, giusto? Voglio vedere cosa mi rispondete, è ora di maturare, i Francesi e Tedeschi sono avanti perché vogliono quello che dicono loro e non i produttori a differenza di Noi!!!!!

Saluti a tutti

Mureddu Giovanni


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 12:35 
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Nome: Armando Pappalardo
Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 0:52
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Località: San Germano Vi/Cropani Marina Cz
Ottimo intervento Giovanni.
Ora vi e mi chiedo.
Mettiamo che ci sia una possibilità, una.
Ma non di intervenire ad imprecisione commessa.

Come agire?

Una data casa annuncia un modello ed ovviamente noi non possiamo sostituirci a fior fiore di ingegneri.
Come ci si dovrebbe muovere all'atto pratico se, ripeto ipotizziamo, ci venisse dato dello "spazio"?

Armando


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 13:27 
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Iscritto il: sabato 27 ottobre 2007, 9:02
Messaggi: 2853
Località: Torino
Appunto hai scritto bene
Cita:
se, ..., ci venisse dato dello "spazio"?

è qui il problema, non ci daranno mai "spazio" altrimenti sai che casino? E uno dice A e l'altro dice B e questo dice C e l'idraulico dice E e il netturbino dice F e ....il modello rimane solo sul PC e il produttore fallisce in sei mesi e i concorrenti sfornano quel modello anche se cannato ma lo vendono ugualmente ai complusivi e fanno fatturato. Ecco! :mrgreen:
E poi scusa ma questi fantomatici fermodellisti "illuminati" lavorerebbero per la gloria al contrario dei progettisti CAD che vengono pagati profumatamente? :lol:

Bha in questo topic, come in molti altri sulla stessa scia, vedo tanti voli pindalici, tanta buona volontà (apprezzabile ma...a parole) ma poi vorrei vedere quanti effettivamente si sbatterebbero aggratis a perdere ore per non dire giorni o settimane per la groria senza contare magari di pagarsi un'eventuale trasferta in Spagna o in UK o solo dall'altra parte della nostra penisola per raggiungere il progettista... :wink:

Si sono gufo, ma almeno sto con i piedi ben saldi a terra. :mrgreen:

Ciao
Despx


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 13:41 
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Iscritto il: lunedì 28 gennaio 2008, 8:51
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Località: Agrigento
Despx forse non è ancora chiaro lo scopo del filetto. Non quello di progettare noi i modelli ai produttori ma quello di dar loro consigli per far si che i loro modelli possano risultare più appetibili. Quindi noi guadagniamo modelli più "corretti" che compreremmo e loro qualche modello in più venduto. È utopia? Si tratta di voli pindaRici? Non lo so. ma chi non ci crede può benissimo non intervenire e lasciare continuare a sognare chi invece ci crede....


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 13:44 
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Nome: Armando Pappalardo
Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 0:52
Messaggi: 4082
Località: San Germano Vi/Cropani Marina Cz
quindi in conclusione, apparte i sogni, dobbiamo solo prendercela in quel............

Forse alla fine ha ragione il sig. Mussinatto?
Unico modo di non subire le castronate è non acquistare piu'.....


Armando


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 14:43 
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Iscritto il: giovedì 24 gennaio 2008, 18:40
Messaggi: 2137
Località: piemonte
Con tutto il rispetto per gli interventi che ho letto sin qui, ho l'impressione che la gestione delle utopie sia uno sport nazionale.
Se le Case costruttrici ci chiedessero la nostra opinione potremmo stare qui a discuterne, ma nessuno lo fa. Forse che nelle scatole dei modelli c'é una cartolina da rispedire al produttore con un questionario sul grado di soddisfazione dell'utente finale, sulla qualità della marcia sul plastico, sulla difficoltà di montare gli aggiuntivi, su eventuali desiderata, al limite su quali tipi di aggancio sono solito usare? e potrei scriverne due pagine.
Inutile mettere lo schema delle componenti se poi non si trovano i ricambi.
Se un modello non mi convince, ormai da anni, non lo acquisto nemmeno usato.
Devo sistemare, IO, la cabina sbilenca della Gr 940? no grazie, non la acquisto.
Devo rifare i praticabili della Gr 744 Walshaerts perché quelli del modello sono di fantasia? mi accontento della Caprotti.
Devo passare la vita a rincollare i finestrini delle carrozze Acme che solo ad estrarle dalle scatole si staccano vagando per l'interno?
Monto gli aggiuntivi (o anche solo i ganci) e mi devo rifare la scatola perché poi questa non contiene più il modello?
E poi gli stampi. Chi ha detto che non si possono modificare? Si possono modificare eccome, ci sono delle tecniche di saldatura laser a riporto che consentono di intervenire e correggere senza dover partire daccapo dal lingotto di acciaio. Poi in fondo il grosso del lavoro é la progettazione, per l'elettroerosione si lascia la macchina che lavora da sola tutta la notte o tutto un weekend senza che nessuno la guardi.
Adesso torno a giocare col mio plastichetto.


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 15:45 
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Iscritto il: martedì 15 agosto 2006, 12:09
Messaggi: 3211
Rispondo in primis ad Antonio.
1) no
2) no
3) no
Per il primo punto basta guardare anche solo quasi tutti i produttori europei.
Per gli altri 2 invece bisogna andare oltreoceano: lì non esistono anelli di aderenza e molto spesso il digitale è integrato nel PCB.

Rispondo poi anche un po' a tutti quelli che hanno espresso un'opinione favorevole.
È sicuramente un mio limite ma non capisco una cosa. Usate comunemente il plurale maiestatis o siete veramente convinti di rappresentare tutto il fermodellismo italiano?
Quando capirete che chi scrive qui è solo una minima parte dei fermodellisti? Siamo/siete solo una piccola percentuale di quelli che poi realmente acquistano i modelli.
A questo aggiungiamo che oltre ad essere minoritari siamo anche divisi e abbiamo opinioni diverse.
Io per esempio non amo l'iperdettaglio fine a se stesso e che rende i modelli praticamente intoccabili e esageratamente cari.
Tanti altri, ed è un'opinione che rispetto, vogliono anche la riproduzione del rotolo di carta igienica nelle toilette delle carrozze.
C'è chi vuole le carrozze illuminate e chi no.
C'è chi preferisce gli aggiuntivi montati e chi preferisce arrangiarsi da solo.
E gli esempi sono quasi infiniti.
Come la mettiamo in questo caso?
Facciamo una gara di rutti e chi vince stabilisce le regole da dare ai produttori?
Qui non si tratta di essere gufi, di elevarsi al di sopra degli altri o tantomeno di essere conniventi con i produttori: è puro e semplice realismo.
Non sono 10 o 15 persone che possono cambiare le scelte dei produttori e soprattutto, opinione personale, non è questo il metodo quando poi ci sono centinaia di acquirenti che non si pongono tutti questi problemi.
Nel caso comunque io preparo la latrina di cola.


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: sabato 12 marzo 2016, 16:29 
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Iscritto il: sabato 27 ottobre 2007, 9:02
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alexcap79 ha scritto:
Despx forse non è ancora chiaro lo scopo del filetto. Non quello di progettare noi i modelli ai produttori ma quello di dar loro consigli per far si che i loro modelli possano risultare più appetibili. Quindi noi guadagniamo modelli più "corretti" che compreremmo e loro qualche modello in più venduto. È utopia? Si tratta di voli pindaRici? Non lo so. ma chi non ci crede può benissimo non intervenire e lasciare continuare a sognare chi invece ci crede....


No guarda che ho capito benissimo, volete la botte piena e la moglie ubriaca, starvene seduti nella vostra stanzina a casa vostra e col pc inviare decine se non centinaia di correzioni ai progettisti in modo che loro le recepiscano e non commettano errori di progettazione...ehhh facile! :lol: :lol: :lol: fosse così semplice allora non esisterebbe un modello cannato ma visto che, mi sembra, chi più chi meno, ogni produttore (dai più popolari agli ottonari) ha commesso errori, mi sorge il dubbio che questa strada sia impraticabile. :mrgreen:
O sei seduto a fianco del progettista e lo correggi mano a mano che compie errori (spesso di interpretazione) o non avrai mai alcun peso nella progettazione.
Magari, un giorno, quando la stampa 3D arriverà a sfornare prototipi con risoluzione al millesimo di mm a prezzi concorrenziali, si potrà forse avere una progettazione più dinamica e cooperativa tra modellisti e produttore ma per ora, fatto lo stampo si chiudono i giochi e chi sè visto sè visto.
Sul fatto di intervenire o meno, se non ci credo bhe, per ora questo è ancora un forum libero dove chiunque può dire la sua e io lo faccio piaccia o no. :wink:

Ciao
Despx


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