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 Oggetto del messaggio: Re: LA VOCE DEGLI INDIGNATI: difetti e prezzi dei modelli
MessaggioInviato: sabato 1 ottobre 2016, 16:26 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 8:53
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È però ormai chiaro che la visione "minimal", nella stragrande maggioranza dei casi, non ha attecchito.
La stazioncina di campagna con un raddoppio (che ha comunque un costo) con l'automotrice che effettua servizio a spola, la locomotiva con 2 carrozze a 2 assi e la locotender che manovra 3 carri, sono tutte cose che si guardano, si ammirano anche, ma stufano presto.
Il treno per la maggioranza degli appassiomati è altro.

Già Dario , hai ragione , infatti il modellismo ferroviario è proprio quello che "stufa", fatto di particolari curati e di quello che c'è intorno la treno, dove ci vanno anni per costruire qualcosa di decente.
Il resto , il "treno" come lo definisci tu , è alla stregua di una pista...ma non è il modellismo ferroviario...accettatelo...
saluti


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 Oggetto del messaggio: Re: LA VOCE DEGLI INDIGNATI: difetti e prezzi dei modelli
MessaggioInviato: sabato 1 ottobre 2016, 16:52 
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Iscritto il: domenica 29 gennaio 2006, 19:26
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veramente il treno, e quindi la sua composizione, è l'anima del modellismo ferroviario...altrimenti saremmo presepisti, e la rivista si chiamerebbe "tuttopresepi" :roll:


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 Oggetto del messaggio: Re: LA VOCE DEGLI INDIGNATI: difetti e prezzi dei modelli
MessaggioInviato: sabato 1 ottobre 2016, 17:37 
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Iscritto il: martedì 25 maggio 2010, 11:42
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Penso che Claudio si riferisse al "treno" si come composizione ma anche come esercizio.. Giocare a simulare il più possibile la realtà è sicuramente più facile con ferrovie minimal che in impianti molto grandi. Poi è questioni di gusti e da cosa piace della ferrovia. Sta poi al modellista trovare il giusto equilibrio tra il vivacizzare una realtà eventualmente un po noiosa senza cadere nel grottesco.

Saluti.


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 Oggetto del messaggio: Re: LA VOCE DEGLI INDIGNATI: difetti e prezzi dei modelli
MessaggioInviato: sabato 1 ottobre 2016, 18:38 
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Iscritto il: mercoledì 25 novembre 2015, 20:58
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Indignati di cosa? chi vi obbliga all'acquisto? vivete il momento e divertitevi, se quest'hobby vi procura così tante preoccupazioni e arrabbiature forse è arrivato il momento di cambiare con altro.


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 Oggetto del messaggio: Re: LA VOCE DEGLI INDIGNATI: difetti e prezzi dei modelli
MessaggioInviato: sabato 1 ottobre 2016, 19:24 
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Iscritto il: martedì 15 agosto 2006, 12:09
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Claudio, forse mi hai frainteso.
Io la penso come te ma la maggioranza vuole altro.
Ed è quello che le ditte offrono.
Da un certo punto di vista si potrebbe dire che siamo noi che dobbiamo accettare questa situazione.


Ultima modifica di Dario Durandi il sabato 1 ottobre 2016, 19:54, modificato 2 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: LA VOCE DEGLI INDIGNATI: difetti e prezzi dei modelli
MessaggioInviato: sabato 1 ottobre 2016, 19:44 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 8:53
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Si, siamo in sintonia , ti ho citato per ribadire il concetto.
Ma qui c'è chi sostiene che "l'essenza del fermodellsimo sono le composizioni!
NO!!!Il fermodellismo è il treno , gli impianti e il paesaggio che lo circonda, per cui per pura e personale soddisfazione si può parlare di composizioni di 14 carrozze , ma quello non ha a che fare con il modellismo ferroviario.
E' una deriva , interessante ma assolutamente distante dal modellsimo ferroviario anche perchè metti la tua composizione su un plastico sociale al quale , magari non hai mai partecipato in nulla nella costruzione nemmeno di una casa e allora ci si considera modellista?
E' come mettere in ordine una serie di francobolli da 12 , 15 valori dentro all'album , vederla ogni tanto e poi richiuderla nell'armadio.
Vuoi metter con chi prova a costruire un ttm kit e sporcarlo, oppure un modulo fremo o un fabbricato?
Direi che per onestà intellettuale ( merce ormai rarissima in questo paese) uno dovrebbe definirsi appassionato di ferrovie , ma non modellista...abbiate pazienza, su...
Saluti


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 Oggetto del messaggio: Re: LA VOCE DEGLI INDIGNATI: difetti e prezzi dei modelli
MessaggioInviato: sabato 1 ottobre 2016, 20:15 
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comporre un treno non è affiancare i francobolli, se lo si fa con lo spirito fermodellistico e non del gioco: perchè dietro c'è una ricerca, uno studio, e magari per adeguare l'ambientazione di vetture o mezzo/mezzi di trazione, occorrono elaborazioni, che appunto fanno anche esse parte del modellismo. Il discorso mio, era molto più ampio. Il fermodellismo, nasce con il concetto di far camminare i treni, quindi comporli ed ambientarli coerentemente. Poi ovviamente, si compone con criterio, e per appagare a meglio la visione del treno, si elabora la locomotiva e magari pure i veicoli, nei limiti della circolabilità. Ha senso anche perderci un anno per il paesaggio, per carità, puoi anche fare le scenette dei preiser che trombano nel casellino, ma poi se mi metti su la DE520 della Del Fungo con carri F epoca III dietro, direi che c'è qualcosa che non va... guardando qualche plastico alle varie fiere, noto che spesso si perde tempo più col paesaggio che col treno vero e proprio. Ciò non toglie che prima di mettere 14 pezzi sul plastico, hai magari contribuito a saldare la linea aerea del medesimo (per tirare su i pantografi, per evitare di vedere il famoso caimano diesel), o a mettere un pò di erbetta sul paesaggio... non è che comporre treni escluda l'aver mosso le mani. Anzi! Solo che il fine "finale" del fermodellismo è farli camminare sti treni, ovviamente in un contesto realistico, ma non solo perchè il bar della stazione ha i bicchieri e le bottiglie dentro, ma magari perchè i treni camminano con un segnalamento ed un impianto realistico, inteso come "coerente con la reale infrastruttura ferroviaria". Giusto muovere le mani, ma dopo aver mosso le mani, penso che il fine ultimo sia muovere i treni. Abbiamo la fortuna di fare un hobby dove il mezzo di trasporto puoi farlo camminare, cosa che altri hobby trasportistici non lo consentono, se non con delle limitazioni, che noi non abbiamo la fortuna di avere...


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 Oggetto del messaggio: Re: LA VOCE DEGLI INDIGNATI: difetti e prezzi dei modelli
MessaggioInviato: sabato 1 ottobre 2016, 20:59 
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Iscritto il: martedì 15 agosto 2006, 12:09
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Claudio sul concetto di comporre i treni non sono d'accordo con te ma in un certo senso si ritorna al solito discorso.
Non ha senso comporre il treno di 14 carrozze se questo è fatto senza nessun criterio, ha invece molto senso se dietro questo treno c'è uno studio molto ampio che coinvolge vari aspetti: molti "teorici" ma qualcuno anche pratico (quelle piccole o grandi modifiche che rendono il treno che si sta riproducendo perfettamente fedele al reale).
Io sono più ferrato sui treni merci e ho dei gusti più "moderni": devo quindi puntare abbastanza sull'intermodalità. Sono arrivato a riprodurre un treno che è abbastanza più lungo delle 14 carrozze ma per farlo ci ho impiegato 2 anni. Non mi sono limitato a comprare circa 25 carri: l'ho fatto ma nessuno è più come quando viene consegnato dalle ditte. Innanzitutto li ho comprati con criteri logici ben precisi (tempo, luogo e coerenza con quello che stavo componendo), nella maggioranza dei casi ho sostituito i container o le casse mobili di serie con qualcosa che rispecchiasse i criteri di cui sopra (in Germania i treni che partono da Amburgo trasportano container di spedizionieri che si occupano di trasporti via nave per cui via le casse mobili, trailer, tank container e container di trasportatori "europei"), via soprattutto i carri doppi caricati allo stesso modo (2 container dello stesso spedizionere sillo stesso carro, 2 trailer dello stesso tipo sul carro successivo e così via) poi tutti i carri sono stati sporcati così come la locomotiva. Per la locomotiva, per avere quella che volevo io, che fosse compatibile con gli stessi soliti criteri, mi sono fatto stampare le decals da un artigiano tedesco.
Lo stesso discorso vale per (l'incompleto) Lange Heinrich: i 20 carri (su 40 del reale) che ho, li ho sporcati, li ho caricati, ad alcuni ho cambiato le marcature... lo stesso trattamento hanno subito le 2 loco.
Che poi in tutti questi casi abbia problemi con l'uso domestico è un altro discorso ma non mi sento sminuito se non posso riprodurre la valle del Reno dove poterli far girare coerentemente.


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 Oggetto del messaggio: Re: LA VOCE DEGLI INDIGNATI: difetti e prezzi dei modelli
MessaggioInviato: sabato 1 ottobre 2016, 22:54 
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Iscritto il: domenica 14 marzo 2010, 21:37
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Località: Faenza
Il modello minimal non ha attecchito perchè si ritiene che il piccolo traffico delle secondarie sia noioso. Al suo posto si preferisce fare stazioni improbabili, ma gigantesche, con raggi stretti e planarità dei binari che ricordano i campi da cross (1). Poi, alla fine, su non pochi impianti grandi si vede traffico molto più ridotto e molto meno vario che sulle minimals.

Però ringrazio gli "acquirenti", perchè grazie ai tanti che acquistano modelli da tenere nelle scatole, ogni tanto cade una briciola, ovvero un modello da far circolare ad orario con composizione studiata.
Quindi, è vero che, anche se vedo spesso la webcam di Praha Hlavni Nadrazi, non acquisterò mai treni cechi. Come pure è vero che miei limiti mi impediscono di capire perchè si vendano carrozze CIWL egiziane.
Il mercato odierno, questo è. Ma non è cambiato molto dai tempi d' oro della Rivarossi.
Allora si imparava la cultura ferroviaria leggendo cataloghi e manuali. Si pensava di avere una buona culture. Era invece, una piccola infarinata che, non certo disprezzabile, costituiva la base per avvicinarsi all' affascinante (allora come oggi) mondo della ferrovia.


Stefano Minghetti

(1) per i campi da cross ferroviari : vedere su youtube. Almeno quelli veri hanno motivo di essere, quelli ferroviari, no


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 Oggetto del messaggio: Re: LA VOCE DEGLI INDIGNATI: difetti e prezzi dei modelli
MessaggioInviato: sabato 1 ottobre 2016, 23:24 
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Nome: Lorenzo Mazzitelli
Iscritto il: giovedì 14 gennaio 2010, 14:43
Messaggi: 821
Località: Villach - Austria
Giusto per curiosità...
ma da 1 a 100 quanta presunzione è presente in chi si arroga il diritto di poter decidere chi è e chi non è degno di essere definito feramatore - fermodellista - ecc??
chi ha deciso che certe persone siano i nuovi professori da mettere in cattedra e ascoltarne i dogmi?
ma da cosa deriva questo bisogno di etichettare/screditare la gente?
forse fa sentire più bravi e importanti?
ed infine come si fa ad essere sicuri di essere gli unici detentori della sacra verità modellistica?



... un pò di umiltà farebbe bene a molti va...... ma dubito cambierà nulla... buon divertimento

(non ho fatto nomi.. se a qualcuno brucia la coda.......... )


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 Oggetto del messaggio: Re: LA VOCE DEGLI INDIGNATI: difetti e prezzi dei modelli
MessaggioInviato: domenica 2 ottobre 2016, 8:10 
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Iscritto il: venerdì 27 gennaio 2006, 0:24
Messaggi: 1582
State un po OT, c'è un altro topic su cosa è fer o non fer.

Quoto in toto Claudio (strano ma vero).
Le composizioni sono anche quelle fer qualcosa, ma a volte sono fatte per essere rimirtae in scatola, dato che sono rotabili che non correranno mai su un plastico, ma solo in un armadio, al più smezzate in una vetrinetta.

Quando ho cominciato a fer fare qualche cosa di fer ferroviario non guardavamo i numerini sulle carrozze e non ci rompevamo la testa se quel numero di locomotiva non aveva mai circolato con quel numero di carrozza, o se una D341 col terzo faro stava male su un plastico alberato con pini mughi invece che con olivi mediterranei.

Per ritornare IN TOPIC non capisco anch'io l'indignazione per queste cose. Sono fatti male i modelli costano troppo? Restano li. Io mi indigno per quattro mesi di attesa per una prestazione specialistica, per i tagli alla scuola pubblica ed alla sanità, per le cause civili che durano anni.
Ma siamo in un paese apparentemente libero, quindi indignatevi pure per le Pringles alla Cipolla se vi va, tutto il resto è noia :wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: LA VOCE DEGLI INDIGNATI: difetti e prezzi dei modelli
MessaggioInviato: domenica 2 ottobre 2016, 8:27 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
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Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
In tanti anni di "militanza" in quest' hobby ( da appassionato di modelli ferroviari / plasticista fallito / vetrinista in pectore senza spazio per le vetrine / scatolaro frustrato, ... tanto per onore / onere di "auto categorizzazione" :lol: :lol: :lol: ) ho notato che in un hobby, come del resto in qualsivoglia aspetto della vita, dal lavoro alla famiglia, ogni persona riversa il suo carattere, i suoi pregi e difetti, i suoi tic. E cio' e' assolutamente normale.
Nell' hobby, pero', ci sentiamo "liberi" dai vincoli dati dagli "obblighi" della vita di tutti i giorni e cio' puo', per alcuni, esaltare in senso negativo gli "spigoli" caratteriali.
Un hobby ha un' infinita' di sfumature diverse. Mi par giusto che ognuno possa viverlo come meglio vuole o puo'. Anche perché di obblighi se ne ha gia' a basta...
Saluti
Stefano.


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MessaggioInviato: domenica 2 ottobre 2016, 8:32 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
Messaggi: 9213
Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
Mr.Sanders ha scritto:
...
Ma siamo in un paese apparentemente libero, quindi indignatevi pure per le Pringles alla Cipolla se vi va, tutto il resto è noia :wink:


Che nessuno tocchi le Pringles, sono sacre come il parmigiano sulle tagliatelle al ragu' ! :evil: :evil: :evil:
Accompagnate da "qualche" calicetto di buon Prosecco di Valdobbiadene bello fresco, sono il miglior antistress del mondo, ti riconciliano con la vita ! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
Saluti patatosi
Stefano.


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MessaggioInviato: domenica 2 ottobre 2016, 8:49 
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Iscritto il: sabato 30 gennaio 2010, 17:54
Messaggi: 656
Credo che ognuno di noi interpreti il modellismo ferroviario a suo modo, non tutti noi abbiamo le medesime capacità creative/manuali e conoscenze tecniche per creare plastici o diorami alla Josef Brandl, c'è anche chi ha difficoltà, ad esempio, a mettere due decals su un modello, od anche a verniciare un kit con un pennello, questo non vuol dire che non siano dei fermodellisti, magari realizzano modelli o plastici/diorami che non corrispondono ai nostri canoni, ma come detto poco sopra da Stefano, se non ci fossero anche questi "acquirenti", e quindi questa "categoria" non fosse presa in considerazione, probabilmente le case modellistiche, e forse anche qualche artigiano, fra quelli rimasti, non si impegnerebbero mai a realizzare un modello od un accessorio dedicato alle FS con numeri ancora più risicati di quanto non lo siano ora.

Carlo


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 Oggetto del messaggio: Re: LA VOCE DEGLI INDIGNATI: difetti e prezzi dei modelli
MessaggioInviato: domenica 2 ottobre 2016, 10:58 
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Iscritto il: giovedì 18 settembre 2008, 8:02
Messaggi: 1443
Località: Grosseto
david7srfn ha scritto:
comporre un treno non è affiancare i francobolli, se lo si fa con lo spirito fermodellistico e non del gioco: perchè dietro c'è una ricerca, uno studio, e magari per adeguare l'ambientazione di vetture o mezzo/mezzi di trazione, occorrono elaborazioni, che appunto fanno anche esse parte del modellismo. Il discorso mio, era molto più ampio. Il fermodellismo, nasce con il concetto di far camminare i treni, quindi comporli ed ambientarli coerentemente. Poi ovviamente, si compone con criterio, e per appagare a meglio la visione del treno, si elabora la locomotiva e magari pure i veicoli, nei limiti della circolabilità. Ha senso anche perderci un anno per il paesaggio, per carità, puoi anche fare le scenette dei preiser che trombano nel casellino, ma poi se mi metti su la DE520 della Del Fungo con carri F epoca III dietro, direi che c'è qualcosa che non va... guardando qualche plastico alle varie fiere, noto che spesso si perde tempo più col paesaggio che col treno vero e proprio. Ciò non toglie che prima di mettere 14 pezzi sul plastico, hai magari contribuito a saldare la linea aerea del medesimo (per tirare su i pantografi, per evitare di vedere il famoso caimano diesel), o a mettere un pò di erbetta sul paesaggio... non è che comporre treni escluda l'aver mosso le mani. Anzi! Solo che il fine "finale" del fermodellismo è farli camminare sti treni, ovviamente in un contesto realistico, ma non solo perchè il bar della stazione ha i bicchieri e le bottiglie dentro, ma magari perchè i treni camminano con un segnalamento ed un impianto realistico, inteso come "coerente con la reale infrastruttura ferroviaria". Giusto muovere le mani, ma dopo aver mosso le mani, penso che il fine ultimo sia muovere i treni. Abbiamo la fortuna di fare un hobby dove il mezzo di trasporto puoi farlo camminare, cosa che altri hobby trasportistici non lo consentono, se non con delle limitazioni, che noi non abbiamo la fortuna di avere...


Epoche a parte, condivido il tuo intervento al 200%! :D


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