Dario Durandi ha scritto:
Stefano, come vado dicendo da tempo, ce l'ho io l'hobby gratis!
Fare l' "umarel", per dirla alla bolognese.
O per dirla in italiano, andare a guardare i cantieri.
Dario, tu non sei bolognese ( brianzolo trapiantato in Lazio, ricordo male ? ). Come fai a sapere della mitica figura bolognese dell' "umarel" ?
Traduco e spiego per i non bolognesi.
L' "umarel" ( omarello, in italiano ) e' una persona di una certa eta', solitamente pensionato, che non avendo nulla da fare per riempire il suo tempo si aggira per la citta', cercando persone che lavorano.
I bersagli ideali sono i cantieri edili. Una volta trovato l' obiettivo da colpire, si apposta, guarda, osserva, fino a che non arriva al suo vero ed ultimo scopo: attaccare bottone coi poveri lavoratori, prodigo di consigli su come "loro" debbono svolgere il "loro" lavoro. Apparentemente sa tutto di tutto: come cablare centraline telefoniche o usare un martello pneumatico o fare scavi con una ruspa.
Figura odiata, odiatissima...
In proposito racconto un aneddoto, storia vera, pero'.
Due operai, su di una impalcatura, stanno svolgendo il loro lavoro.
Si avvicina un uomo di una certa eta', distinto, che si rivolge loro: "dato che lavorate su di una impalcatura, non dovreste usare il casco protettivo ?".
Uno dei due, facendo spallucce, lo liquida seccamente con " ban, c' sa vut, umarel ? " ( = bene, che vuoi, omarello ? ).
I due operai finiscono il loro lavoro e tornano in sede, dove trovano il loro diretto responsabile piuttosto adirato.
"C' e' qualcuno che vuole parlare con voi", dice loro.
Era l' "umarel", nonche' direttore generale dell' azienda...
Credo che quei due operai abbiano passato un brutto, bruttissimo quarto d' ora...
Tanto per sdrammatizzare un po'...
Saluti
Stefano.