Buon pomeriggio a tutti.
Sono capitato su questo topic del foro cercando una soluzione per chi desideri crearsi ex novo una piattaforma girevole e/o un ponte trasbordatore.
Purtroppo la risposta non l'ho trovata, ma spero sia comunque d'aiuto a tutti esporvi il punto a cui sono arrivate le mie ricerche - premetto che sono un ferromodellista neofita,
privo d'esperienza e la maggior parte di ciò che scrivo l'ho solo potuto dedurre guardando fotografie di modelli costruiti da altri modellisti e manuali d'uso di prodotti di serie.
1) Piattaforma girevoleUtile per cercare una soluzione al problema (anche per il ponte trasbordatore) mi sono stati alcuni siti ed in particolar modo per quanto riguarda il layout:
http://www.rossswitches.com/turntables/turntables.htmlTralasciando i prezzi, questo sito riporta alcune fotografie molto interessanti per cercare di capire come realizzare una turntable.
In particolare è interessante il meccanismo di trasmissione del movimento che prevede l'uso di un riduttore.
Questo accorgimento credo d'intuire abbia almeno due funzioni: a)
gestire il movimento in modo più graduale (smooth); b)
gestire la coppia motrice in modo più efficace,
senza sottoporre il motore elettrico ad eccessivo sforzo (è meglio partire in prima piuttosto che in quarta).
Per quanto riguarda il tipo di motore mi pare d'aver compreso che il più adatto sia un motore passo passo (stepper) di quelli usati nelle stampanti.
Piccolo inconveniente -dove casca il sottoscritto asinello digiuno di elettronica - è il fatto che si deve realizzare un apposito circuito elettronico per gestirne il movimento.
1.a) Circuito elettronico per gestire motore stepperA questo link ho trovato lo schema, e ne ringrazio l'autore, per la gestione di un motore stepper utilizzato per realizzare una coulisse :
http://www.marmari.org/modellismo/elettricit%C3%A0/foto/foto85.htmhttp://www.marmari.org/modellismo/elettricit%C3%A0/foto/foto86.htmhttp://www.marmari.org/modellismo/elettricit%C3%A0/foto/foto87.htmDi sicura utilità, per chi s'intende d'elettronica, sono anche i seguenti siti:
https://www.arduino.cc/en/Reference/StepperBipolarCircuithttps://www.arduino.cc/en/Reference/StepperUnipolarCircuithttp://www.mauroalfieri.it/elettronica/motori-passo-passo-pilotarli-con-arduino.htmlhttp://www.rmweb.co.uk/community/index.php?/topic/78578-dcc-controlled-peco-turntable-project/E questo è il punto a cui sono arrivato per quanto riguarda le piattaforme girevoli.
Sarei grato a chiunque abbia soluzioni da suggerire su come realizzare la rotaia e le ruote del ponte, nonché disegni di progetti di piattaforme girevoli (e di ponti trasbordatori) delle FS o di altri gestori esteri.
2) Ponte trasbordatorePer quanto riguarda il ponte trasbordatore mi son chiesto come era possibile
occultare completamente il meccanismo di gestione del movimento.
Ad es. su
http://www.rossswitches.com sembra che il motore sia posizionato all'esterno del ponte trasbordatore,
ma non si capisce come il movimento venga trasmesso al ponte.
Infatti non si vedono fessure sul fondo della fossa, né lungo i bordi (le quali comunque non risulterebbero completamente occultabili): come abbian trovato una soluzione a me sfugge.
Certo, possono anche aver utilizzato dei magneti - uno fissato sotto il ponte ed uno su un'asta scorrevole posta al di sotto della fossa, ma non mi sembra un metodo efficace.
La soluzione a cui sono pervenuto io è che il motore vada posto in realtà all'interno del ponte occultandolo nella cabina di manovra.
Questa soluzione è stata confermata, dopo qualche ricerca sul web, quando ho trovato in pdf il "
1965 Lionel Operating Instruction manual" (fig. a pg. 11), il "
Modell einer Schiebebühne 72941" della Märklin (fig. a pg. 9),
nonché l'avarissimo - in termini di particolari -
Transfer table manual della Walthers (Heljan).
Ne ho dedotto che in questo caso
non sia strettamente essenziale uno stepper , ma si possa anche usare il motore di una locomotiva elettrica.
Tuttavia il problema in cui mi sto arrovellando ora è come sia possibile modificare gli organi di trasmissione, progettati per un movimento longitudinale, per un moto trasversale.
Chi avesse trovato una soluzione in merito è il benvenuto.
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________In ultimo, poiché il problema è stato comunque sollevato in questo topic anche se ciò prescinde dall'argomento precedente, cercherò di fare dei chiarimenti sul "tempo in scala".
Ridurre in scala, nel senso comune del termine,
significa operare una omotetia spaziale (riduzione senza cambiare la forma, ovvero senza modificare gli angoli), non temporale.Quindi gli orologi misurano il tempo allo stesso modo, sia nel mondo in scala H0, N, TT ... che in quello in scala 1:1 (realtà) a cui siamo abituati.
Ciò che cambia è solo il rapporto tra le lunghezze e quindi tra le velocità (che denominerò, impropriamente, lineari)
definite come rapporto tra spazio percorso (∆s) e tempo impiegato (∆t), ossia
Codice:
v=∆s/∆t
A) Moto rettilineo uniforme.Indicando con k il fattore di scala (es. per la scala N si ha k=1/160), con ∆s₁ la lunghezza di un percorso in scala 1:1 e con ∆s₀ quello in scala, si hanno le seguenti relazioni:
Codice:
∆s₀=k•∆s₁
∆t₀=∆t₁=∆t
L'ultima relazione stabilisce che
il tempo impiegato è identico in entrambi i sistemi.
La velocità a cui dovrà procedere il convoglio in scala sarà quindi data da:
Codice:
v₀=∆s₀/∆t₀=(k•∆s₁)/∆t₁=k•v₁
Ovvero bisogna moltiplicare la
velocità lineare reale per il coefficiente di scala k:
v₀=k•v₁Es. Se una locomotiva in scala 1:1 percorre 60 Km
in un'ora, in scala (ad es. H0 ,
i.e. k=1/87) la stessa distanza verrà rappresentata come (1/87) di quella reale, ma il tempo di percorrenza sarà il medesimo. Ne risulta che il modello in scala dovrà procedere ad una velocità
v₀=(1/87)•60 Km/h
Se è più semplice basta che pensiate a cosa succede se si sale su una mongolfiera (o se si utilizza una cartina in scala e si immagina un puntino in movimento) e si guarda il treno percorrere la tratta: più in alto si sale, più tutto sembra più piccolo, ma il tempo che il treno impiegherà per percorrere la distanza è sempre lo stesso, anche se dalla mongolfiera la distanza sembrerà più piccola.
B) Moto rotatorio uniforme attorno ad un asse.Per quanto riguarda la
velocità di rotazione attorno ad un'asse
essa è identica nei due sistemi, poiché per definizione ha le dimensioni di una
frequenza,
i.e. numero di rotazioni per unità di tempo.
Infatti essa non dipende da alcuna lunghezza ma dall'angolo sotteso (∆θ) nell'unità di tempo (∆t) e questi sono uguali nei due sistemi (realtà e mondo in scala).
A riprova possiamo calcolare la velocità di un punto che si trovi sul bordo della piattaforma (velocità tangenziale)
Denominato ω il rapporto ∆θ/∆t, con R il raggio e con ∆s l'arco di circonferenza descritto, per il moto circolare valgono le seg. relazioni cinematiche:
Codice:
∆s=R•∆θ (arco di circonferenza: per ∆θ=2π -i.e. 360° - si ha la formula della circonferenza)
ω=∆θ/∆t (velocità angolare)
v=∆s/∆t=R•ω(velocità tangenziale)
da cui è facile ricavare che il rapporto tra le velocità tangenziali è quello già ottenuto in precedenza, ossia :
v₀=k•v₁In sintesi: per un moto di rotazione attorno ad un'asse la
velocità angolare è la medesima (
ω₀=ω₁) quindi la rotazione verrà effettuata nel medesimo intervallo di tempo (360° in un minuto deve valere sia in scala 1:1 che in scale diverse),
mentre per la
velocità tangenziale varrà sempre la relazione
v₀=k•v₁.
Va da sé che è correttissimo quanto scritto chiaramente da Fabrizio sul "
tempo in scala", il quale ha appunto precisato che:
Cita:
La riduzione del tempo in scala viene usata per sessioni operative che raccolgano in un'ora il tempo di una giornata di 24h reali.
Ovviamente questo tempo è relativo alle sessioni di manovra, alle scomposizioni ed agli incroci, ma, giustamente come dici tu non deve tenere conto della velocità, che viene di per sé ridotta con la scala.
Il "
tempo in scala" è quindi necessario per ovviare ai limiti di tempo a disposizione quando si effettuano sessioni,
ma non altera la relaziona tra velocità reale ed in scala,
i.e. v₀=k•v₁ è sempre valida.
Spero di non esser stato troppo contorto nei ragionamenti
