Guido Brenna ha scritto:
Ciao.
Questi problemi meccanici mi hanno sempre incuriosito molto e spinto a cercare le motivazioni del malfunzionamento. Sto studiando le foto postate.
Innanzitutto, dati i limitati sforzi in gioco su una locomotiva modello, non è necessario avere tutti gli ingranaggi metallici, decisamente più costosi e rumorosi rispetto a quelli in "plastica". Non parlerei quindi di un difetto di progettazione, ma più che altro di una carenza di qualità del materiale con cui sono stampati gli ingranaggi. Per inciso, fin da quando venne applicata la prima volta, la motorizzazione cardanica sui modelli LIMA e RIVAROSSI ha sempre sfruttato la vite senza fine in metalli e gli ingranaggi in plastica.
Se proprio vogliamo trovare un difetto di progettazione, allora questo consiste nell'aver accoppiato una vite senza fine ad un ingranaggio a denti diritti ( orrore!!! ) per meri motivi economici.
Fatta questa premessa, torniamo al problema:
Una domanda: le due boccoline in ottone al cui interno ruota l'albero con la vite senza fine, sono incastrate sui semigusci in plastica del telaio del carrello?
Noto che la vite senza fine va praticamente in "battuta", a contatto col telaio in plastica sul lato desto ( dal "bicchierino" in cui agisce lo snodo ) mentre sul lato sinistro c'è "luce".
Questo significa che la vite senza fine potrebbe non essere correttamente centrata sull'ingranaggio in plastica. Se così fosse, i denti dell'ingranaggio in plastica andrebbero ad interferire con la parte terminale della vite senza fine, ingranando male, creando interferenza e quindi dando luogo ad un funzionamento non fluido e rumoroso, che si concretizza con l'anomalo consumo dei denti.
Potresti postare una foto in cui il primo ingranaggio in plastica che ingrana sulla vite senza fine sia installato nella sua posizione di lavoro?
Se la mia teoria trovasse fondamento, sarebbe sufficiente riposizionare la vite senza fine spostata più verso sinistra, affinché si ripristini il corretto accoppiamento vite / ingranaggio, ed, ovviamente, sostituire gli ingranaggi coi denti consumati con ingranaggi nuovi.
Ciao.
Guido
Allora, le due boccoline vanno a battuta sul guscio ma il perno della vite senza fine ha un pò di gioco ( circa 1 mm) sia in un senso che nell'altro a seconda della direzione di rotazione del motore.Il gioco ci deve essere per consentire al carrello di muoversi nei due lati, altrimenti il gruppo del carrello farebbe lavorare eccessivamente lo snodo cardanico( molto sottile e delicatissimo).Però è giusto quanto dici: la vite senza fine messa più da un lato "prende" meglio sull'ingranaggio rispetto all'altro.
Ingranaggi con vite senza fine ne ho visti a decine, sono tutti in plastica speciale ( a volte però con materiali che si degradano dopo qualche anno) e non mi è mai capitato di vederne con metallo su resina sintetica.O resina o ( molto raramente) metallo, solitamente ottone.
Certo, un'altro errore ( mi era sfuggito, grazie Guido per la precisazione) consiste nel aver utilizzato un ingranaggio diritto, a volte però su lettori CD o videoregistratori progettati un pò alla buona me ne sono capitati, ma mai nessuno si è "sgranato" come questo.
Aggiungo che la meccanica, in origine, era ben lubrificata( si vedeva benissimo, un grasso biancastro quasi trasparente)
Per quanto riguarda il prezzo,( viene venduta tra i 34 e i 40 € circa) lo trovo adeguato, visto che:
- il colore ( soprattutto il verde) non è esatto XMPR
- manca il blu
-I finestrini sono in plastica nera e non trasparente
-il gancio dei carrelli è molto economico, non consentendo il funzionamento in spinta
-i particolari sull'imperiale sono stampati
Se poi la Hornby ritiene di vendere quell'oggetto a 120€ solo perchè marcato Rivarossi faccia pure, per me non li vale. Appena posso vi posto una foto, così vi renderete conto e potrete giudicare voi.