Sì, Marco, nota che non ho mai detto che non c' entra la trigonometra, però io a due pagine di obiezioni generiche, preferisco 4 righe di obiezioni circostanziate. Ed a quelle risponderò.
nanniag ha scritto:
Ritengo che la circolazione su una rotaia a "L" possa dare problemi in curva, poiché il bordino salterebbe fuori con facilità, essendo che il contatto avviene tra la faccia interna della ruota e la rotaia. Ma una prova la farei...
La prova che ho fatto è risultata incoraggiante. La E432 ROCO non sormonta una guida di ottone di altezza 2.5 mm, pur in curva di 300 mm di raggio, contro i 400 circa di progetto.
Anche la teoria conferma questo. Nella realtà, e forse anche nel modellismo, l' angolo verticale di contatto bordino rotaia è di 60°.
Nella marcia con guida interna, peraltro esistente al vero in presenza di controrotaia di guida, l' angolo di contatto del bordino è maggiore di 60°, arrivando vicino a 90°.
Se nella realtà un angolo alto può dare luogo a consumi a gradino del bordino, nei nostri modelli questo non avverrà. Nessun modellista ha mai dovuto ritornire il profilo del bordino per eccessivo consumo del medesimo.
Nella realtà, inoltre, un angolo di bordino vicino ai 90° creerebbe una forte non linearità nella reazione di appoggio del medesimo, dando luogo a forze impulsive troppo elevate. Non è il nostro caso, data la miseria di forze in gioco.
nanniag ha scritto:
Un veicolo commerciale dotato di assi Proto non sempre è marciante in modo affidabile su un binario proto. Serve un telaio adatto, isostatico. Quindi se l'idea è: "Dateci un modello commerciale, con un set di assi proto in opzione, che noi lo facciamo circolare su un plastico proto nella parte in vista, e su rotaie speciali e nascoste nei cappi" si rischia di avere un veicolo non marciante in modo affidabile sulla parte proto.
EritreoCazzulati ha scritto:
Il "minimo sindacale" per ottenere un modello proto affidabile è l'appoggio isostatico.
La semplice sostituzione delle ruote va benissimo per un modello da vetrina, ma se si passa all'azione un qualche intervento sul rotabile bisogna comunque farlo prima ancora di pensare a come posare i binari.
Questo è l' altro punto.
Non stò ipotizzando set di assi per modelli esistenti, quindi neppure per la nuova Gr691, ma stò ipotizzando una nuova filosofia di progetto per i modelli, soprattutto locomotive a vapore, da parte delle case costruttrici.
In questa ottica, un modello NEM dovrebbe avere, in più, "solo" la sospensione isostatica o a mollette (p.es. quelle di presa corrente).
Nella circolazione NEM esse non sarebbero di ostacolo, ma un miglioramento della presa di corrente e della trazione.
Nella circolazione Proto le sospensioni consentirebbero la marcia su binario ovviamente posato con un minimo di criterio.
A tutto questo aggiungo un' altra osservazione.
L' escursione verticale delle sospensioni dei rotabili veri è di 40 mm, ed altrettanto la traslazione laterale delle sale che possono traslare.
In H0 sono circa 0.4 mm, ovvero 4/10 mm.
Ma i rotabili H0 hanno tolleranze costruttive che danno laschi di decimi di mm. Quindi, alla tolleranza delle sospensioni, si aggiungono i giochi di costruzione.
Questo mi fà pensare che, se un rotabile NEM affronta normalmente curve da 400 mm, se lo si dota di ruote Proto e di sospensioni, potrebbe affrontare curve da 600 mm di raggio senza ulteriori accorgimenti.
Stefano Minghetti