DARIO PISANI ha scritto:
Dopo tanti anni ancora non si ha contezza di QUANTI produttori di fermodellismo ci siano in Cina...dieci??cinque??? aleggia una sorta di consegna del silenzio o quasi, su quanti siano ed i loro nomi sono custoditi con la stessa cura di un "solo per i tuoi occhi" dell'MI6....

Saperlo non serve, tanto bisogna passare da una delle tante agenzie di affari e commercio che fanno da tramite (alcune palesemente controllate del governo cinese), in ogni caso non dobbiamo mai dimenticare che le norme cinesi non sono neanche parenti con le nostre, quindi non possiamo applicare lo stesso metro di misura, tanto meno i ragionamenti.
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Faccio un esempio banale.
Tu non sei giovane, quindi dovresti sapere, non so se dalle tue parti era così, ma qui da noi, fino a qualche decennio fa i grandi marchi della moda (e pure delle armi) non avevano grandi stabilimenti, magari solo magazzini: la produzione era sparpagliata sul territorio presso migliaia di casalinghe, e agricoltori con del tempo, che lavoravano in cucina o cantina, quando non in un angolo della stalla. Quindi fai te.
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Voi fare dei modelli, dammi i disegni, che mentre vado a prendere il pane, mi allungo dallo stampatore e gli faccio fare gli stampi: si è allargato (e continua), e il capofabbrica è mio fratello, più semplice di così; oppure vado da un cliente che funziona allo stesso modo (e non vogliono tutti i soldi prima). Quindi se vogliamo farli in Italia i problemi non ci sono: politicanti e "pseudoecologisti" a parte.