Direi che non avete capito il senso del mio post.
Ho solo fotografato quello che vedo attorno a me.
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Tz ha scritto:
Ma io che non ho ancora avuto il coraggio di avvicinarmi all'Arduino perchè quando mi sono diplomato i calcoli si facevano ancora con il "regolo calcolatore" e Guglielmo Cancelli ancora non giocava nemmeno nel suo garage con le porte logiche quali possibilità di riuscita avrei ?

Per divertirsi inizialmente con Arduino è quasi meglio non sapere nulla di elettronica, per il semplice fatto che devi solo collagare fra di loro dei blocchi funzionali già fatti.
Ovviamente per scrivere software non serve sapere a menadito l'elettrotecnica e elettronica.
Il discorso è diverso e Despx lo ha in parte centrato: quando ha iniziato lui +/- circa 20 anni dopo di me, dovevi per forza conoscere elettrotecnica e elettronica: era tutto da cablare componente per componente, e i progetti delle riviste se funzionavano subito era per puro caso (schemi a parte erano le tolleranze dei componenti a fare la differenza, me senza oscilloscopio è dura).
Io che ho fatto studi elettrotecnici, l'elettronica ma la sono studiata da solo con i "sacri mattoni" di allora e con Nuova Elettronica. Poi quando l'elettronica è entrata in forze nell'industria, nel giro di 4 anni sono arrivati porte logiche e PLC e quindi dell'elettronica "classica" non sapevo più che farmene: mi è servita solo per capire che un componente era saltato per un guasto sull'impianto, magari provovato da un elettricista maldestro.
Però, è inutile nasconderlo, per andare oltre alle cose semplici anche con Arduino bisogna poi studiare, o avere già studiato: i comandi dei vari tipi di motore, conoscere i vari tipi di segnale possibbili per i comandi digitali o/e analogici, conoscere la logica, e quindi usare la matematica per crearsi i software necessari a raggiungere gli scopi che vogliamo.
Difficile?
Per alcuni si: non siamo tutti uguali.
Ma per alcuni ammettere che bisogna studiare, pare proprio che sia disdicevole.
Concludendo, Arduino è facile per i trenini se ci si limita a poche funzioni elementari o poco di più. Costruire un emulatore di una centralina non è poi così difficile (se poi si copia), ma arriviamo a repplicare un lokmouse o poco di più. Ma non si può andare oltre senza altro hardware e altre conoscenze.
Il discorso fatto dai non conoscitori del DCC è lo stesso fatto negli anni '80 per i PLC e PC. Anche perchè il DCC è nato prettamente per il comando manuale da parte dell'operatore.
Fino a prima del digitale chi aveva un plastico, di fatto, giocava a fare il DM, dopoo a fere il macchinista: una bella differenza.
Aneddoto.
Il primo sw che ho creato io in assoluto nel 1985 e su richiesta precisa, è stato per risolvere il classico problema ritenuto non risolvibile e che comunque il funzionamento richiestomi dal commitente (che vedeva ben lontano) era totalmente inutile, a dirlo erano pure i produttori di PLC (non per fare faraonici paragoni ma anche la radio di Marconi era inutile, ma oggi siamo qui davanti a uno schermo ...).
Peccato che la stessa macchina comandata in quel modo ha visto aumentare la produzione del 30% e la qualità del prodotto finito del 50%, con costi energetici minori del 20%.
Di macchine nè ho fatte 3, la prima stà ancora funzionando con ovviamnete un PLC di terza generazione, il secondo la ditta ha chiuso per problemi tra i soci, il terzo è stato rifatto in proprio dal commitente solo perchè il funzionamento della macchina non gli appagava l'occhio (va beh all'epoca aveva già oltre 70 anni e portato a gratificare solo il lavoro manuale).
Non so se qualcuno lo ha copiato, alla fine degli anni '80 il mercato di quel prodotto era crollato paurosamente.
Parecchi parti di quel sw sono ormai standard nelle mie realizzazioni, e sono pure poche righe replicate quante volte serve, e la banalità di tale scrittura non la ho ancora trova in nessun altro programmatore.
In tanti mi si presentano con dei sw su macchine che funzionano fino a mezzogiorno e che non hanno nessuna funzione di sicurezza, oppure sono scritti con una quantità di sw parecchie volte superiore a quanto basta, ovvero con uso maldestro di funzioni già pronte.